Mercoledì 02 Ottobre 2013

Dai videogiochi
ai romanzi di storia

I videogiochi schematici e ripetitivi, quelli in cui si mettevano alla prova solo abilità e destrezza sono ormai rari: ognuno racconta una storia. Come dice Alessandro Baricco, siamo nell'età della narrazione, in cui anche i caffè degli autogrill diventano «romanzi» e i succhi sono «storie di frutta», e niente è quindi più naturale che affiancare all'aspetto ludico anche quello letterario.

«Total War Rome. Distruggi Cartagine» (Magazzini Salani) è tratto da un videogioco molto amato, e può contare sulla penna sapiente ed esperta di David Gibbins, archeologo e scrittore di bestseller (tradotti in trenta lingue, oltre tre milioni di copie vendute). È ambientato nella Roma antica, dal 168 a. C. e fino al 146 a. C. Tra i personaggi ci sono figure storiche note e realmente esistite: dal generale cartaginese Asdrubale a Catone e Scipione. Ma c'è anche molta «fiction»: il protagonista Fabio Petronio Secondo (legionario e amico di Scipione) è del tutto inventato. È l'ultimo caso di una tendenza consolidata che abbraccia generi diversi.

Si va dalle pagine di azione e avventura di romanzi come «Halo» (una serie di otto, tutti Multiplayer) o «Gears of War» (quattro romanzi, sempre Multiplayer), per quelli che invece amano le tendenze «horror» ecco i libri tratti da «Bioshock» e «Resident Evil», per gli amanti del genere storico, lo stesso di «Total War Rome» ecco il testo ispirato a «Assassin's Creed» di Oliver Bowden (Sperling & Kupfer), trilogia rinascimentale in cui un assassino fiorentino combatte contro i cavalieri templari dell'impero ottomano e per gli amanti del fantasy da Guild Wars c'è «Il mare della sofferenza» di Ree Soesbee (Multiplayer), sulla storia dell'antico regno di Orr, nascosto sotto le onde dell'oceano.
Sabrina Penteriani

a.ceresoli

© riproduzione riservata

Tags