Un’Eneide al femminile e un viaggio nei miti

Un’Eneide al femminile
e un viaggio nei miti

Creuseide, ovvero l’Eneide reinventata dal coraggio delle donne Firmato dall’autrice ungherese Magda Szabó.

Il romanzo «Il momento» è un tuffo fantastico nella letteratura classica antica e nell’arcipelago dei miti. Vi ricordate di Enea? Il fuggitivo superstite del disastro di Troia, l’avventuroso protagonista del lungo e travagliato vagabondaggio cantato da Virgilio, colui che porterà ai latini il fuoco che farà brillare la gloria di Roma nel mondo? Sì proprio quell’Enea eroico e statuario: in realtà era una donna. L’Enea principe dei Frigi era impersonato da sua moglie Creusa che invece si credeva fosse morta nella devastazione di Troia da parte dei Greci. Parte da questa fantasiosa diversione «Il momento», libro che ha anche il titolo alternativo di Creusaide, ossia una Eneide al femminile. Un’invenzione firmata da Magda Szabò (1917 - 2007), una delle autrici più significative della letteratura ungherese del ’900 che la Edizioni Anfora di Milano sta facendo conoscere in Italia grazie ad un lavoro di traduzione certosino e appassionato.

Infatti la scrittura della Szabó e «Il Momento», in particolare, è estremamente articolata e densa di rimandi, quasi un dialogo interiore che non conosce pause e affronta con estrema scioltezza riferimenti letterari e storici, combinazioni mitologiche e dinamiche politiche. Leggere le pagine della Szabó è come ascoltare la voce di una appassionata guida museale che, pur offrendo la sua assistenza al percorso ordinato della trama, coglie ogni opportunità per estendere l’esperienza oltre i limiti canonici dell’esposizione. Per la Szabó non sembrano esistere elementi secondari, il valore di un personaggio o di un episodio può mutare una volta messo a fuoco oppure in rapporto a nuove rivelazioni. Così anche ciò che può apparire ingessato nel tempo, come la letteratura antica e i suoi personaggi, diventa materia per moltiplicare retroscena e letture alternative. Scopriamo così le esitazioni di Enea, la decadenza di Anchise, i dubbi di re Latino e l’impazienza maliziosa della figlia Lavinia e tanti nuovi bisticci degli dei in continua competizione.

È facile pensare che nel rivitalizzato personaggio di Creusa la Szabó si sia specchiata con attenzione, in parte riconoscendosi: entrambe arrivano alla soglia della notorietà e ad entrambe viene imposto un passo indietro. Creusa deve sparire perché Enea possa ricominciare una nuova vita in Italia e il mito di Roma possa germogliare rigoglioso, forte dei fasti della nobiltà di Troia e delle sue parentele con gli abitanti dell’Olimpo. Magda Szabó invece nel 1949 deve fare i conti con il regime comunista che la ritiene poco consona alla celebrazione del nuovo corso e per quasi un decennio impedisce la pubblicazione dei suoi lavori. Due donne costrette al silenzio dalla ragion di stato, quasi inghiottite dalla storia.

Magda Szabó però non si rassegna, non resta muta, e «Il momento» è la testimonianza letteraria del sua indomabile volontà di riscatto. La sua Creusa infatti non muore scomparendo nel caos nel saccheggio di Troia, anzi si guadagna con la spada un posto sulla nave dei fuggitivi eliminando il suo illustre carnefice: Enea, il pio padre della futura potenza romana. Indossato elmo e armatura, confezionata una scusa semi plausibile come la trasformazione di Enea in donna da parte della madre Venere per garantirgli una maggiore protezione nella fuga, ecco che Creusa si adopera per compiere le profezie future. Un percorso di affanni e vittorie descritte da Virgilio e altri autori classici, che la Szabó immagina sia già ben noto a tutti i protagonisti del suo romanzo, cresciuti con la prospettiva di dover costruire un nuovo impero in una terra lontana.

Naturalmente gli inconvenienti e i possibili ostacoli ad una simile trovata sono numerosi, ma la determinazione di Creusa non vacilla mai, consapevole di essere l’esecutrice di un cammino già scritto e celebrato nei secoli venturi. Creusa non conosce il “momento” nel quale la sua vita dovrà prendere una nuova direzione, ma è consapevole che arriverà e affronta perciò ogni passaggio cruciale pronta a combattere e a reagire. Sa usare la spada abilmente come la sua ri-creatrice Szabó usa la penna. Si così potrebbe pensare a «Creusaide» come ad una specie di rilettura femminista dell’Eneide e in effetti le figure femminili sono ridisegnate con maggior premura che nell’originale racconto maschiocentrico. Però la rivincita della Szabó non è tanto sul genere maschile, piuttosto la sua sfida è rivolta alle convenzioni, ai pregiudizi e agli schematismi che ingabbiano e costringono l’espressività creativa.

«Il momento» è il racconto di un’emancipazione personale, pur incasellato nella struttura di una storia antica che riverbera nel firmamento classico del mito. È la voce di una creatura che ha ingannato il destino appropriandosi di una vita non sua per evitare di sparire nel nulla. In cambio Creusa ha sacrificato se stessa e il suo nome, restando fedele alla missione assegnata al marito. Una sorte bizzarra, che per certi versi somiglia al mestiere dello scrittore. Tuffarsi nelle vite degli altri, abbeverarsi nel flusso della storia e della leggenda per poi restituire ai lettori nuovi scenari e personaggi da riscoprire. Un intero universo a disposizione che deve essere stato il lungo «momento» nel quale ha vissuto la Magda Szabó proscritta dal regime, un rifugio dalle amarezze ma anche uno stato di appagamento espressivo: quello in cui libertà e felicità possono finalmente camminare insieme.

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