#GiovanniXXIII: la casa natale
del Papa e l’accoglienza

Accanto alla casa natale di Giovanni XXIII, a Sotto il Monte, c’è il seminario che nel 1963 il Papa donò ai missionari del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime). Negli ultimi anni la struttura è stata trasformata in centro di accoglienza per richiedenti asilo

#GiovanniXXIII: la casa natale del Papa e l’accoglienza

Nel 1963 Papa Roncalli benedisse la prima pietra del seminario costruito vicino alla sua casa natale, affidandolo ai padri del Pime, che attualmente gestiscono l’intera area. Il seminario è stato chiuso e negli stessi locali da pochi anni sono ospitati circa 70 giovani richiedenti asilo provenienti soprattutto dal nord Africa. A raccontarci l’esperienza della Casa del Pime di Sotto il Monte sono il vicerettore padre Gianni Sottana e il missionario padre Silvano Zoccarato.

Per padre Gianni e padre Silvano la struttura rappresenta la continuazione del messaggio di Giovanni XXIII. Entrambi sottolineano che un missionario non deve mai chiudere la porta a nessuno. Ciò vuol dire accogliere l’altro come persona nell’ambito di un processo di ascolto e di integrazione che implica necessariamente un cambiamento reciproco. Ed era proprio questo l’obiettivo del seminario voluto fortemente dal pontefice: formare giovani missionari capaci di portare tale approccio nel mondo.

Tutto si fonde nell’amore per questa terra e nella dimensione contadina sottolineata in modo chiaro dalla casa natale. Un cascinale di pietra e legno, con arredamenti poveri ed essenziali, indicativo di un mondo frugale nelle abitudini e solido nei legami. La vocazione del Santo nacque in questo luogo, oggi meta di un flusso incessante di pellegrini.

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