«Che bravi gli insegnanti oggi perché finire le lezioni a giugno?»

«Che bravi gli insegnanti oggi
perché finire le lezioni a giugno?»

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«Cara nonna...» diceva una lettera pubblicata nei giorni scorsi. Ora è proprio una nonna a scriverci, pensando ai nipoti che in questi giorni eccezionali le mancano tanto. E avendo nel cuore tanti ragazzi incontrati in 40 anni di esperienza come insegnante, ci offre le sue riflessioni. Per chi vuole il dibattito è aperto.

Sono una nonna, una ex insegnante di scuola media e, come tutti, sto vivendo chiusa in casa questo momento difficile e inquietante.

Come nonna mi mancano i miei nipoti...: prenderli a scuola nel pomeriggio, la merenda insieme, i compiti, i racconti delle loro giornate. Mi mancano i loro abbracci, la manina calda che ti cerca nell’attraversare la strada, le piccole abitudini di tutti i giorni. Certo i messaggi e le videochiamate sono un valido sostituto, ma fa un certo effetto veder soffiare sul video due candeline all’ultima nipotina, quando si abita a pochi metri di distanza!

Come ex insegnante, con alle spalle 40 anni di lavoro nella scuola pubblica, seguo con interesse tutte le notizie sul mondo della scuola, che è ancora nel mio cuore. Penso a come avrei vissuto io questo difficile momento, a come sono bravi gli insegnanti oggi nel trovare nuove strategie per continuare il loro lavoro, a quali possono essere le ripercussioni sui ragazzi di questa forzata vacanza. Si sposta di continuo la possibile data della ripresa delle attività scolastiche..., a maggio le scuole non riaprono?

A questo punto mi vengono due considerazioni: dal punto di vista strettamente didattico sono convinta che quel che non si impara in questi mesi si può tranquillamente recuperare in futuro; sia alunni che insegnanti metteranno in atto tutte le loro capacità per recuperare il tempo perduto. Così fu per quelli più vecchi di me che durante la guerra saltarono lunghi periodi di scuola.

La seconda considerazione riguarda il calendario scolastico e su questo so che mi attirerò sicuramente le ire di molti insegnanti: quando si dice “la scuola non riprenderà più” si dà per scontato che la scuola finisca i primi di giugno, come è sempre stato finora. Ma in quest’anno scolastico così eccezionale non sarebbe il caso di rivederne il calendario e utilizzare il mese di giugno e magari anche parte di luglio per riprendere l’insegnamento? Sento già le urla di protesta di tutto il mondo della scuola...: ma vi immaginate cosa sarebbe riprendere a settembre dopo ben sei mesi di interruzione? Personalmente ho sempre pensato che le nostre vacanze estive fossero troppe lunghe e controproducenti dal punto di vista didattico.

Inoltre, quest’anno, se la scuola a giugno fosse aperta si potrebbero risolvere molti problemi per le famiglie: i genitori, forzatamente a casa dal lavoro in questo periodo, hanno utilizzato molte delle ferie disponibili e non tutti potranno andare in vacanza, anche per motivi economici, e allora i figli con chi staranno ? Penso poi che sarà difficile organizzare in tempo i vari Cre e le altre attività estive che normalmente soccorrono i genitori che lavorano quando dagli inizi di giugno la scuola chiude.

A questo punto perchè non provare a ripensare insieme il modo di fare scuola ? Come ora i nostri insegnanti stanno facendo i salti mortali per organizzare lezioni online e utilizzare nuove tecnologie, così proviamo a pensare a lasciare aperte le scuole anche in parte dei mesi estivi, per quest’anno eccezionalmente, e magari anche per il futuro.

Speriamo che queste mie considerazioni siano di stimolo per cominciare a pensare al “dopo”, sperando che sia il più presto possibile.
Silvia Mastropietro - Bergamo


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