Da tutto il mondo: «Forza Bergamo»

Da tutto il mondo: «Forza Bergamo»

Questo spazio è dedicato ai lettori che ci scrivono per condividere i loro sentimenti, i progetti in questo momento di isolamento forzato per combattere il coronavirus. Scrivete al nostro indirizzo email: [email protected] oppure attraverso la pagina Facebook de L’Eco di Bergamo.

Diamo spazio, qui e sul giornale, ai lettori che vogliono condividere i sentimenti, i progetti in questo momento di isolamento forzato per combattere il coronavirus. Scrivete al nostro indirizzo email: [email protected] oppure attraverso la pagina Facebook de L’Eco di Bergamo.
Molti ci mandano foto di bambini: è importante che nella mail entrambi i genitori autorizzino, anche indicandolo semplicemente nella email, la pubblicazione dell’immagine.
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Sono tanti i bergamaschi che si trovano all’estero per lavoro, per studio o per una scelta di vita. Ecco le lettere con cui ci incoraggiano e ci raccontano cosa e come stanno vivendo loro.

Un abbraccio e forza Cologno

«Siamo Luca e Massimo Graham, abbiamo 17 e 16 anni e vi scriviamo da Washington DC. Da quando avevamo 4 e 3 anni, la nostra mamma ci ha portato tutte le estati in Italia e obbligati a andare al Cre di Cologno al Serio.

È al Cre dove abbiamo avuto l’opportunità di imparare cose nuove e trovare dei nuovi amici, che non vediamo l’ora di rivedere ogni estate. È a Cologno dove abbiamo imparato l’importanza di famiglia e comunità; senza Cologno non saremmo i ragazzi che siamo adesso, il paese e la sua gente ha un posto molto speciale nei nostri cuori. In questo periodo, l’anno scorso due nostri carissimi amici sono venuti a trovarci qui ed è stata un’esperienza bellissima.

Sembra assurdo che adesso siamo chiusi nelle nostre rispettive case, dalla parte opposta dell’oceano. Siamo sempre in contatto con i nostri amici tramite group chat su WhatsApp: ultimamente le notizie sono tragiche, siamo molto preoccupati per i nostri nonni, la nostra zia, e tutti i parenti. Pensiamo con simpatia ai nonnetti che giocavano a carte sulle fosse, e che ci urlavano qualcosa in bergamasco forse perchè facevamo troppo casino in giro o magari andavamo troppo veloci in bici.

La situazione nella capitale Usa, come a Bergamo e provincia, è surreale. Ancora prima che l’emergenza nazionale fosse annunciata, i nostri genitori ci hanno impedito di vedere i nostri amici ed è stato difficile spiegare perché e i loro genitori pensavano che magari avevamo litigato. Poi hanno chiuso le scuole, cancellato il Cherry Blossom Festival, e stanno chiudendo tutte le strade intorno al National Mall. Preghiamo che la situazione migliori nei prossimi mesi, e speriamo di rivedere tutti quest’estate.

Un forte abbraccio, forza Cologno al Serio, forza Bergamo!»n 
Luca e Massimo - Washington DC

Persone valorose e coraggiose

«Cari amici bergamaschi, mi chiamo Laurent Magoni,ho 46 anni, sono nato in Francia e vivo nel centro della Francia. Sono il figlio di Claudio Magoni, nato a Zogno nel 1950 e nipote di Mosè e Eugenia Magoni che hanno vissuto a Spino al Brembo prima di venire a vivere in Francia all’inizio degli anni ’50; dunque ho un po di sangue bergamasco e ne sono fiero.

Leggo quotidianamente L’Eco di Bergamo e conosco le terribili difficoltà che attraversa in questo momento il popolo bergamasco. Con questo messaggio, vorrei dare tutto il mio sostegno alla patria bergamasca; i bergamaschi sono persone valorose e coraggiose e e sapranno riprendersi da questa crisi.

Tutta la nostra amicizia. Forza Italia! Ce la faremo!»n 
Laurent Magoni - Francia

Insieme per il Nostro Ospedale

Buongiorno, io (Alex) e Giordano siamo due ragazzi nati e cresciuti a Bergamo, oggi in giro per il mondo. Io vivo in Irlanda, mentre Giordano risiede in Olanda.

Ovviamente la situazione di Bergamo ci sta a cuore e sabato scorso con qualche amico abbiamo organizzato un pub quiz online per cercare di sensibilizzare le persone in tutto il mondo. Abbiamo avuto questa idea per cercare di divertirci con i nostri amici, sparsi in tutta Europa, senza uscire di casa portando svago e spensieratezza per un’oretta prima di tornare ai soliti pensieri.

Quella che doveva essere una virtuale serata tra amici si è trasformata ben presto in una Quiz Night che ha contato oltre 600 partecipanti e oltre 1.000 persone che seguivano la diretta streaming. Visto il gran numero di adesioni abbiamo deciso di sponsorizzare una raccolta fondi in favore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per combattere questo mostro che da settimane ci tiene sotto scacco.

L’enorme successo registrato ci ha portato a decidere di ripetere l’evento (questa è la pagina dell’evento https://jobwherever.com/quarantine-quiz/) e questa volta la raccolta fondi sarà in favore dell’Ospedale di Bergamo.

In questo momento la più grande priorità è raccogliere fondi per il “Nostro Ospedale”. Dobbiamo portare il messaggio più in là possibile!».n 
Alex e Giordano - Irlanda e Olanda

Un solo imperativo. Resistere

«Siamo qua. In quella che ormai è diventata la nostra seconda patria, la Nigeria. Siamo qua con la speranza di non ricevere mai quella telefonata, quel messaggio. Siamo qua e vi guardiamo, da lontano, purtroppo. Da troppo lontano.

Siamo qua, orfani dei nostri nonni, dei nostri zii, orfani di una generazione che lotta per non essere spazzata via. Siamo qua, e vi guardiamo, pieni di orgoglio per la risposta che voi , sul campo, state dando.

Siamo qua , ma vorremmo essere lì. Siamo qua, ormai chiusi, sigillati, ad aspettare l’onda d’urto sperando solo che non sia come quella che sta flagellando Bergamo, perché di certo non sopravvivremmo. Siamo qua con un solo imperativo. Resistere».n 
Gian Luca Beccarelli - Nigeria


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