Sorrido tra i letti dei malati ma il mio cuore è spezzato

Sorrido tra i letti dei malati
ma il mio cuore è spezzato

Questo spazio è dedicato ai lettori che ci scrivono per condividere i loro sentimenti, i progetti in questo momento di isolamento forzato per combattere il coronavirus. Scrivete al nostro indirizzo email: ecodellavita@ecodibergamo.it oppure attraverso la pagina Facebook de L’Eco di Bergamo.

Diamo spazio, qui e sul giornale, ai lettori che vogliono condividere i sentimenti, i progetti in questo momento di isolamento forzato per combattere il coronavirus. Scrivete al nostro indirizzo email: ecodellavita@ecodibergamo.it oppure attraverso la pagina Facebook de L’Eco di Bergamo.
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Una voce dalle corsie di un ospedale
«Faccio il mio giro di controllo tra i pazienti ricoverati - ci scrive Eleonora -, scambio due parole e cerco di fargli arrivare il mio sorriso, anche se nascosto dalla mascherina... Mi fermo
da un paziente, sua figlia è passata anche oggi, non può entrare a trovarlo, ma viene comunque tutti i giorni, per fargli sapere che è stata lì, che non lo ha abbandonato. Oggi mi ha consegnato una lettera per il suo papà. Lui mi chiede di leggergliela perché non ha gli occhiali».

«Dice “La mamma ora sta bene, non ha più la febbre e la tosse sta passando”. Dice ”Papà, ce la puoi fare, noi ti aspettiamo“. Dice “Papà, non posso entrare, ma sono qui tutti i giorni per te”».

«Faccio fatica a finire la lettera, la mia voce è incrinata, ma cerco di non farglielo capire. Proseguo il mio giro letti, tenendo il mio cuore spezzato in un angolo nascosto, perché nonostante tutto, devo continuare a sorridere #tuttoandràbene».


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