Martedì 19 Ottobre 2010

Esami gratuiti
per l'osteoporosi

In occasione della giornata mondiale sull'osteoporosi, l'Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (O.N.Da) ha coinvolto gli ospedali che hanno ottenuto i bollini rosa per la loro attenzione alle esigenze delle donne ricoverate, affinchè offrano servizi gratuiti alla popolazione.

Gli Ospedali Riuniti, che hanno raggiunto il massimo riconoscimento (3 bollini rosa), hanno aderito all'iniziativa. Pertanto, mercoledì 20 ottobre tutte le donne interessate ad approfondire questo importante tema che riguarda una vasta percentuale dell'universo femminile potranno recarsi direttamente in Endocrinologia (ingesso 13, 2° piano) dalle 9.30 alle 12.30, rivolgendosi alla segreteria. Saranno quindi indirizzate a un ambulatorio specifico, dove lo specialista eseguirà una breve indagine volta a valutare la stima del rischio di frattura.

A questo proposito, se disponibile, è opportuno portare un'indagine densitometrica (MOC) effettuata. L'accesso al servizio è diretto, senza bisogno di alcuna prenotazione. Secondo il 60% delle donne italiane l'osteoporosi è una conseguenza ineluttabile dell'età che avanza, senza prendere in considerazione che invece dipende dal proprio stile di vita e in particolare da dieta e attività fisica. Solo il 50% conosce il ruolo fondamentale della vitamina D per la salute delle ossa e sa che l'esposizione al sole ne stimola la produzione.

Va meglio solo per l'importanza del calcio: 9 donne su 10 sanno che si trova nel latte e nei suoi derivati. Ma il dato più allarmante è che non esiste alcuna consapevolezza riguardo alla possibilità di svolgere una corretta prevenzione sia della malattia in età giovanile che delle fratture in età avanzata. Solo al Nord una esigua minoranza (18%) sa che l'osteoporosi si previene, invece, fin da bambini e che l'accumulo di calcio e vitamina D insieme all'attività fisica regolare a questa età è fondamentale per costituire ossa forti.

Mentre l'80% dichiara che il momento per iniziare a prevenire la malattia è durante la menopausa o, addirittura, dopo una frattura, quando ormai è troppo tardi. Sulla base di questi dati, oggetto di una recentissima indagine, l'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da) ha deciso, in occasione della Giornata Mondiale sull'osteoporosi del 20 ottobre, di coinvolgere oltre 70 ospedali premiati nel 2010 con il «Bollino Rosa» per organizzare una serie di «Open Day» dedicati alle donne, con esami gratuiti, incontri con specialisti, distribuzione di materiale informativo.

Secondo gli esperti la prevenzione va promossa già nella «pancia» della mamma. L'alimentazione della donna in gravidanza è infatti molto importante per la bambina che deve nascere. Anche l'eccessiva magrezza di molte, troppe adolescenti aumenta il rischio di osteoporosi. «Fino a 25 anni, infatti, la massa ossea cresce fino a determinare il suo picco: questo "salvadanaio di calcio", però, tende a consumarsi con il passare degli anni. A questa età, dunque, alimentazione, peso proporzionato all'altezza, attività fisica, sole, regolarità ormonale sono fondamentali. Oltre i 35 anni, infatti, le donne cessano in maggioranza di svolgere attività fisica perché impegnate nel lavoro, nella cura dei figli, del marito, della casa, dei genitori anziani che spesso restano sulle loro spalle. Così, arrivate a 50 anni, il rischio di fragilità ossea, a causa anche della perdita dell'ombrello ormonale della menopausa, continua a crescere e diventa ancora più importante identificare i fattori di rischio».

«Questa iniziativa in cui i 'nostri' ospedali premiati con i bollini rosa offriranno servizi di prevenzione gratuiti – spiega Francesca Merzagora, presidente di O.N.Da – è solo un primo passo per sensibilizzare le donne, in particolare le mamme e le figlie, ad un corretto stile di vita adatto alla prevenzione dell'osteoporosi. Una malattia al 'femminile', perché è nelle donne che l'apporto di calcio è più importante, dal momento che già intorno ai 40 anni inizia il consumo di ciò che si è accumulato in gioventù. E al momento della menopausa il rischio di frattura aumenta in modo esponenziale se non si è seguita una corretta prevenzione».

a.ceresoli

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