Caldo, torna il pericolo delle congestioni Ecco come difendersi
Amidio Testa

Caldo, torna il pericolo delle congestioni
Ecco come difendersi

Stomaco pieno, magari dopo una grigliata in compagnia. Caldo afoso, la voglia di un tuffo in piscina o di una bibita fredda e la digestione… si blocca. La congestione è un disturbo che si presenta con più frequenza in estate a causa delle diverse abitudini di vita, non solo in vacanza, e può portare a conseguenze molto serie. Capire cos’è, come prevenirla e come gestirla è importante.

Ne parliamo con Amidio Testa, responsabile della Medicina di Humanitas Gavazzeni.

Dottor Testa, cosa si intende per congestione?
«Possiamo definirla come uno squilibrio nella circolazione del sangue, fattore fondamentale per la digestione. Dopo i pasti abbondanti, infatti, il flusso sanguigno aumenta in direzione dello stomaco. Sarà capitato a tanti di sentire freddo subito dopo pranzo o cena, e di avere le mani più fredde del solito. Uno sbalzo termico in queste situazioni, soprattutto se repentino come avviene con un tuffo in acqua o con l’ingestione di una bevanda ghiacciata, altera la circolazione».

Cosa avviene a livello fisiologico?
«Partiamo da un concetto: il cervello tende a mantenere costante la temperatura corporea, intervenendo in caso di sbalzo termico. Per farlo, “richiama” il sangue per distribuirlo in modo uniforme nel corpo. Visto che durante la digestione buona parte del flusso sanguigno è dirottato verso l’addome, con la congestione si avvia la vasocostrizione e il sangue defluisce dall’apparato gastrointestinale. Per questo, se siamo a stomaco pieno, dobbiamo fare attenzione agli sbalzi termici, caldi o freddi che siano».

Generalmente quali sono i sintomi della congestione?
«Uno stato di malessere, che i bambini hanno difficoltà a definire. Fortunatamente alcuni sintomi sono evidenti: aumento della sudorazione, dolori addominali, nausea, brividi, vomito. Nei casi più gravi, si arriva allo svenimento».

Come possiamo intervenire?
«Per prima cosa, se la congestione sopraggiunge durante o dopo un bagno, bisogna portare la persona all’asciutto, coprirla e sollevarle le gambe. Non diamole subito una bevanda calda, ma aspettiamo che la temperatura corporea si sia ristabilita. In caso di perdita di coscienza, mettere la persona in posizione di sicurezza, ossia girata su un fianco con il capo un poco flesso verso il basso per far refluire all’esterno il secreto/cibo refluito dallo stomaco in corso di possibile vomito. Questo posizione impedisce l’inalazione del suddetto materiale nelle vie aeree; contemporaneamente chiamare il 112».

E per prevenire la congestione?
«Seguire il buon senso: evitare di fare subito un bagno dopo mangiato, ma l’attesa dipende dal tipo di pasto e da condizioni soggettive. Alcune persone fanno più fatica a digerire e dovranno aspettare di più; in genere si consiglia 2 ore. Consumare pasti leggeri, evitando cibi troppo grassi, e fare attenzione alla velocità con cui si ingeriscono bevande ghiacciate, granite o gelati».

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