Chirurgia laparoscopica per «eliminare» l’ernia

Chirurgia laparoscopica
per «eliminare» l’ernia

La tecnica mini - invasiva è quella da cui sono derivati i vantaggi maggiori per la perfetta riuscita dell’intervento chirurgico.

L’ernia è la fuoriuscita di un viscere dalla cavità naturale che lo contiene, come spiega il dott. Marco Bianchi, specialista di chirurgia generale in Politerapica, a Seriate.

L’ernia inguinale

L’ernia inguinale è la più comune delle ernie di parete. Si verifica quando un tratto di intestino sporge attraverso un punto debole della parete addominale, la porta erniaria. In alcuni casi, l’ernia inguinale si presenta soltanto come un rigonfiamento di dimensioni variabili. Di norma, si riduce fino a scomparire sdraiandosi a pancia in su. Con il tempo, però, il rigonfiamento può ingrossarsi e negli uomini interessare anche la sacca che contiene i testicoli. I disturbi più comuni causati dall’ernia inguinale sono il senso di peso e di fastidio fino al dolore vero e proprio che può interferire nelle normali attività quotidiane (come stare in piedi o camminare) e, talvolta, difficoltà nella digestione. Può causare complicanze anche gravi se il suo contenuto non riesce più a rientrare nella cavità addominale (incarcerazione con occlusione intestinale) o se l’eventuale ansa intestinale si «strozza» al suo interno con danno che porta alla perforazione intestinale e conseguente peritonite.

Giovanni Perrucchini, Annibale Casati e Marco Bianchi

Giovanni Perrucchini, Annibale Casati e Marco Bianchi

L’intervento chirurgico

L’intervento chirurgico è fortemente consigliato già dai momenti iniziali della patologia: un’ernia piccola è più facile da riparare di un’ernia grossa e presente da anni. La tecnica tradizionale è stata affinata negli anni 80 passando da una semplice riparazione con cucitura delle fasce muscolari, al posizionamento di una rete di un materiale biocompatibile che ripara il buco della fascia da cui esce l’ernia. Questo ha ridotto le recidive a circa il 2% dei casi. L’innovazione che ha portato i maggiori vantaggi, però, è stata la tecnica mini-invasiva laparoscopica. Ormai la quasi totalità degli interventi chirurgici può essere eseguita con questa tecnica, in sicurezza e con maggior beneficio dei pazienti. Anche le ernie inguinali non sfuggono a questa regola. In particolare, nelle ernie recidive, perché evita il passaggio attraverso i tessuti cicatriziali. Nelle ernie bilaterali, poi, permette una riparazione nello stesso tempo.

La laparoscopia per l’ernia

La laparoscopia - interviene il dott. Annibale Casati, direttore dell’équipe chirurgica dell’Istituto Palazzolo di Bergamo, di cui fanno parte il dott. Bianchi e il dott. Giovanni Perrucchini, anche lui specialista in Politerapica - permette di sostituire il classico taglio all’inguine con 3 piccoli tagli: uno di 1 cm e 2 di 0,5 cm. Attraverso questi si accede alla cavità addominale e mediante la visione con una telecamera si posiziona la rete a riparare il buco dell’ernia. In mani esperte i benefici di questa tecnica sono molti e spesso poco noti. Tra questi si possono elencare: minor dolore, risultato estetico migliore per l’assenza di cicatrici, ripresa più rapida delle attività, non necessità di supporti contenitivi postoperatori. Tutte condizioni che portano ad un minor costo sociale dell’intervento anche perché viene eseguito in Day-surgery: il paziente entra in ospedale il mattino e esce già la sera. La laparoscopia è una tecnica sicura ed efficace - precisa il dott. Bianchi che visita in Politerapica e opera in Palazzolo - come dimostrano, per esempio, gli oltre 4.000 interventi eseguiti negli ultimi 25 anni dall’équipe della clinica per il trattamento dell’ernia inguinale.

Cos’è la laparoscopia

La laparoscopia è una tecnica chirurgica moderna che permette al chirurgo di diagnosticare e/o curare problemi e patologie, a livello della cavità addominale o di quella pelvica, senza praticare ampie incisioni chirurgiche. Lo strumento principale della laparoscopia è il laparoscopio, un sottile tubo (5-10mm di diametro) che, introdotto nell’addome o nella pelvi di un paziente, permette di vedere l’aspetto degli organi interni grazie ad un sistema di illuminazione e a una piccola telecamera a fibre ottiche. Attraverso altre due incisioni, si inseriscono degli strumenti chirurgici di piccolissime dimensioni, realizzati apposta per eseguire l’intervento con questa tecnica. I risultati sono notevoli perché rispetto alla chirurgia tradizionale, il recupero post-operatorio è più veloce e i rischi di complicazioni molto bassi. Gli interventi che si eseguono oggi più frequentemente in laparoscopia sono la colecistectomia, l’appendicectomia, la chirurgia delle ernie inguinali, fino a interventi di chirurgia più complessa come le resezioni intestinali anche per patologie tumorali


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