Ecco cosa condiziona l’odiata cellulite

Ecco cosa condiziona
l’odiata cellulite

Riguarda oltre l’80% delle donne italiane: è l’inestetismo più odiato contro il quale nulla sembra funzionare. Sbagliato.

Riguarda oltre l’80% delle donne italiane. Può colpire le giovani e le meno giovani. Le rotondette ma anche le magre. In ogni caso, la cellulite è l’inestetismo più odiato e quello contro il quale nulla sembra funzionare. Sbagliato. Oggi esistono trattamenti davvero efficaci per migliorare e risolvere il problema. E questo è proprio il momento per iniziarli. Come ci spiega la dottoressa Elena Bruni, dermatologa dell’Istituto Clinico Vita Cutis, diretto dal professor Antonino di Pietro, che da poco ha aperto una sua nuova sede all’interno di Smart Clinic Oriocenter.

Dottoressa Bruni, cosa si intende per cellulite e come si manifesta?

«Il nome scientifico della cellulite è pannicolopatia edemato - fibrosclerotica (pefs) e indica l’evoluzione delle alterazioni patologiche dei tessuti cutaneo e sottocutaneo, che degenerano (si infiammano) per colpa di disturbi del microcircolo sanguigno e dell’aumento dei radicali liberi. Gli adipociti, le cellule del grasso sottocutaneo, si gonfiano, si alterano e non comunicano più con il tessuto circostante, che diventa duro e si ritrae, tendendo le fibre. Il cambiamento è visibile anche all’esterno. Quando comincia a formarsi l’edema la pelle perde compattezza ed elasticità, assumendo un aspetto a buccia d’arancia; a mano a mano che i tessuti adiposi si induriscono, eccola diventare come un materasso. Le gambe si coprono di capillari bluastri, che possono rompersi al minimo urto, dando luogo a ecchimosi (lividi)».

Per quali motivi viene?

«Si tratta di un problema con origine multifattoriale, ovvero che dipende da diversi fattori, tra cui ormonali, costituzionali, ereditari e di stile di vita (alimentazione troppo ricca di sale, fumo, sedentarietà)».

Quali sono i trattamenti e i rimedi per contrastarla?

«Nell’ambito della dermatologia plastica, l’arma più efficace è certamente la Microterapia. Questo trattamento utilizza il SIT (Skin Injection Therapy), piccolo dispositivo a ventosa che fa arrivare nei primi strati della pelle principi attivi utili per contrastare i gonfiori e il rilassamento dei tessuti. Attraverso il SIT viene iniettata sottocute una soluzione ipersalina che richiama i liquidi ristagnanti che vengono poi espulsi con le urine. Grazie alla naturale eliminazione dei liquidi in eccesso, l’organismo metabolizza più facilmente il grasso. Le microiniezioni sono praticate a una distanza di circa un centimetro l’una dall’altra, mediamente in dieci sedute della durata di 10-20 minuti ciascuna. Il trattamento è indolore, non causa la rottura di capillari e non lascia segni visibili».

A cosa associarlo?

«È fondamentale associarlo a una serie di accorgimenti quotidiani, che includono una corretta alimentazione, un’adeguata idratazione e un’attività fisica costante. Agendo contemporaneamente su questi fronti, i risultati saranno evidenti e apprezzabili. La Microterapia, inoltre, può essere associata alla radiofrequenza, trattamento che si basa sugli effetti di onde elettromagnetiche. Questa tecnologia è capace di trasformare energia elettrica in calore che omogeneamente penetra nei tessuti, stimolando sia la produzione di nuovo collagene (proteina che dà tono alla pelle) sia la riorganizzazione delle fibre di collagene ed elastiche già presenti. In particolare, la radiofrequenza di ultima generazione, come la nostra, è in grado di concentrare il calore in modo preciso, senza dispersioni e con risultati visibili sin dalla prima seduta».

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