Gonfiore a braccia e gambe, sintomo da non sottovalutare

È il cosiddetto linfedema, patologia che può colpire qualsiasi persona a qualsiasi età.

C’è una parte del nostro corpo che, anche se molto importante per la salute del l’organismo, viene spesso ignorata. È il sistema linfatico, una fitta rete di vasi e linfonodi in cui scorre la linfa, liquido organico che ha due compiti principali: favorire la risposta immunitaria e riassorbire le sostanze tossiche presenti nei tessuti per trasportarle e riversarle nella circolazione sanguigna con la quale poi vengono eliminate. «A causa di un cattivo funzionamento del sistema linfatico – dice Domenico Corda, medico chirurgo, fisiatra e linfologo di Humanitas Medical Care di Bergamo – può capitare che la linfa, invece di scorrere regolarmente, si accumuli in alcune parti del corpo come gambe, braccia, collo, viso e genitali, provocandone un gonfiore. È il cosiddetto linfedema, patologia che può colpire qualsiasi persona a qualsiasi età».

Le cause di questo accumulo sono varie e non sempre sono individuabili. «I problemi al sistema linfatico possono derivare da malformazioni congenite, cioè presenti fin dalla nascita, o da lesioni provocate da eventi particolari come infezioni, traumi o interventi chirurgici – aggiunge il dottor Corda –. A volte, soprattutto negli arti inferiori, alla patologia linfatica possono associarsi anche patologie venose che portano alla formazione del cosiddetto “flebolinfedema” perché legato a una doppia insufficienza funzionale, venosa e linfatica».

Il primo segno/sintomo della presenza di un linfedema è un gonfiore localizzato che si presenta inizialmente alla sera e che progredisce aumentando di volume, persistendo poi anche di notte. La pesantezza degli arti e la fatica a camminare sono altri sintomi che si accompagnano ai segni lasciati da anelli, bracciali, sandali e calze. Con il peggiorare dell’edema, in assenza di una idonea terapia, la cute diventa sempre più dura, può presentare arrossamenti, segni di infezione e, nelle fasi più avanzate, lesioni fino alle ulcere. «È importante non sottovalutare i primi sintomi – avverte lo specialista – e sottoporsi tempestivamente a una visita linfologica: il gonfiore che non viene trattato correttamente, pur essendo lieve inizialmente, può diventare cronico e progressivo e condurre a complicanze tessutali e cliniche di una certa complessità e gravità».

Una volta individuata la problematica, il percorso di cura richiede la fisioterapia complessa di decongestione eseguita da personale riabilitativo esperto. «Il primo obiettivo è curare la pelle – conclude il dottor Corda – medicando le lesioni eventualmente già presenti; allo stesso tempo, si cerca di riattivare la circolazione linfatica, e quindi il riassorbimento della linfa, sia con un particolare massaggio manuale sia con specifici esercizi muscolari eseguiti indossando particolari bendaggi a pressione controllata. Una volta ridotto l’edema, si prescrivono indumenti elastici terapeutici confezionati su misura».

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