La cura della sclerosi multipla Oggi c’è una nuova molecola
Il primo interferone pegilato per il trattamento della sclerosi multipla recidivante-remittente (SMRR) è ora disponibile anche in Italia

La cura della sclerosi multipla
Oggi c’è una nuova molecola

Nuove terapie stanno cambiando il volto della Sclerosi multipla. Questa malattia del sistema nervoso centrale, che colpisce in Lombardia più di 10 mila persone e che si manifesta in età sempre più giovane, si avvale oggi di innovativi principi attivi capaci di modificare in positivo il suo decorso.

Tra questi il peginterferone beta-1a, una nuova molecola iniettabile sottocute ogni due settimane già disponibile e rimborsata dalla nostra Regione. Indicata per gli adulti con la forma più comune di sclerosi multipla, quella recidivante-remittente, permette un’assunzione semplificata importante per impedire che queste persone diventino «stanche» di prendere la terapia e per favorire la loro aderenza al trattamento.

La molecola è stata arricchita da un innovativo processo chimico, la pegilazione, che conferisce al farmaco una migliore stabilità e una maggior durata d’azione consentendo una somministrazione meno frequente e una miglior tollerabilità a fronte di una comprovata efficacia e sicurezza.

Il prof. Angelo Ghezzi

Il prof. Angelo Ghezzi

Sebbene non si sia ancora in grado di guarire dalla sclerosi multipla, è possibile tuttavia rallentare la sua progressione. A questo importante traguardo contribuisce anche il peginterferone beta-1a che ha dimostrato – secondo lo studio Advance, coordinato dal prof. Angelo Ghezzi, responsabile della Ricerca scientifica del Centro Studi Sclerosi Multipla dell’Ospedale di Gallarate (guarda l’intervista) - di ridurre in modo significativo il numero di ricadute, le lesioni cerebrali riscontrabili alla risonanza magnetica e l’avanzare della disabilità.

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