La pandemia isola ma il contatto «pesa» sulla felicità
Le due gemelline di cui «Nivea» racconta la storia

La pandemia isola ma
il contatto «pesa» sulla felicità

Il noto marchio Nivea investirà 20 milioni in progetti locali di «skin-touch» in tutto il mondo.

Entro il 2025 «Nivea», marca leader in prodotti per la cura della pelle, promuoverà la salute e il benessere individuale di oltre 150 mila persone attraverso progetti di «skin-touch» supportati da un impegno finanziario di 20 milioni di euro. Nivea ha infatti lanciato il suo nuovo brand purpose «sosteniamo il valore del contatto umano per ispirare unione e vicinanza», in risposta ai risultati di due studi scientifici che rivelano come il contatto umano venga visto come essenziale per la felicità e la salute e come il senso di solitudine sia stato acuito dalla pandemia in corso. L’obiettivo dei progetti è quello di promuovere i comprovati benefici per la salute grazie al contatto umano e supportare lo «skin-touch», il contatto umano appunto, non appena le circostanze lo consentiranno.

Il marchio investirà 20 milioni di euro in progetti locali di «skin-touch» in tutto il mondo raggiungendo 150 mila persone con particolare attenzione ai bambini prematuri, persone ipovedenti e anziani affetti da demenza. «Nivea da sempre si prende cura della pelle e delle persone. Questo è ciò che ci definisce sin dagli inizi. Con il nostro contributo vogliamo fare la differenza e useremo l’influenza e la visibilità di Nivea per diffondere la consapevolezza degli effetti positivi del contatto umano sulla salute», ha affermato Stefan De Loecker, Ceo di «Nivea».

Il marchio mira inoltre a sensibilizzare 100 milioni di persone sui comprovati benefici per la salute del contatto con la pelle entro il 2025. «Nivea» lancia la sua iniziativa con un documentario che racconta la storia vera di due gemelle premature nate ad Amburgo, spiegando come la vita di una delle due sia stata salvata nell’incubatrice dal contatto umano con la sorella.

Nel corso dello studio, nove intervistati su dieci - prima e durante la crisi del Covid 19 - hanno affermato che il contatto umano è la chiave per vivere in modo felice e appagante. Eppure, questo desiderio universale rimane insoddisfatto. Quattro persone su cinque che vivono da sole hanno riferito di non avere contatti umani ogni giorno. I soggetti più colpiti dalla solitudine sono le persone anziane e quelle che vivono da sole e i genitori single, così come gli adolescenti e i «millennial»: il 23% dei genitori «single» e il 24% degli adolescenti hanno infatti espresso un forte sentimento di solitudine, rispetto a una media globale del 16%.

Il sondaggio dimostra che, in tutto il mondo, le persone hanno sacrificato il contatto fisico durante la pandemia. Il 75 per cento degli intervistati ha affermato che l’isolamento ha permesso loro di capire quanto sia importante il contatto fisico e umano per la salute.


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