«Mangiare bene è la medicina» La neurologa: così ci si cura meglio

«Mangiare bene è la medicina»
La neurologa: così ci si cura meglio

«Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo», diceva Ippocrate. Le relazioni tra cibo e cervello sono oggi un tema di estrema attualità e che, peraltro, saranno al centro di un convegno in Humanitas Gavazzeni il 13 ottobre dal titolo «Alimentazione e patologia neurologica: realtà o illusione?» – iscrizioni esaurite -, organizzato dalla Neurologia dell’ospedale diretta dalla dottoressa Paola Merlo.

Dottoressa Merlo, gli specialisti di varie discipline sono particolarmente sensibili ai diversi aspetti inerenti l’alimentazione e la dieta. Il discorso, scontato dirlo, vale anche per la neurologia.

«Anche in ambito neurologico, l’esigenza di individuare fattori ambientali e alimentari che abbiano un’influenza protettiva sul Sistema Nervoso in varie patologie è crescente. L’alimentazione può rappresentare un fattore protettivo ma, talvolta, peggiorativo nell’ambito del danno neurologico».

Può farci qualche esempio?

«È nota oggi la correlazione tra alcuni cibi e alcune malattie come il Parkinson, la Sclerosi Multipla, l’Alzheimer, l’Ictus. Ad esempio nel Parkinson, una dieta povera di proteine e ricca di frutta e verdura facilita l’assorbimento della levopoda, farmaco cruciale per la cura di questa malattia. In base alla tipologia di farmaci è importante impostare un’alimentazione adeguata e mirata per non contrastarne gli effetti. Sempre nell’ambito delle malattie neurodegenerative, numerosi studi hanno focalizzato l’attenzione sulle Demenze e la malattia di Alzheimer. Si parla di dieta povera di grassi, di colesterolo, ricca di fibre ed antiossidanti (presente in frutta e verdure) come un fattore protettivo per prevenire tale patologia. Il contributo di una dieta appropriata, che possa controllare anche i fattori di rischio per la malattia vascolare, gioca un ruolo fondamentale, ma non possiamo pensare che solo questo aspetto possa prevenire malattie di tale entità. Un’ alimentazione mirata è di aiuto ma non può evitare il danno, a volte molto severo, a carico del cervello».

Il nostro cervello, in mancanza di sostanze alimentari adeguate, può quindi avere danni neurologici aggiuntivi?

«L’aiuto di un’alimentazione corretta serve per una gestione adeguata delle malattie e per evitare complicanze ulteriori che potrebbero derivarne come, le carenze vitaminiche (ad esempio folati e vitamina B12). In alcuni casi, la mancanza di certe sostanze può creare problemi anche seri, come la carenza di zuccheri. Ma deve essere considerata anche la problematica opposta, come l’uso eccessivo di sostanze, come l’alcol, che possono causare danni sia al Sistema Nervoso Centrale che Periferico».

Integratori e nutraceutici, sali minerali e vitamine: quanto sono utili in presenza di malattie neurologiche e come vanno utilizzati?

«A livello del Sistema Nervoso, è fondamentale la funzione biochimica. L’azione di certe sostanze base quale nutraceutici, sali minerali e vitamine è fondamentale per il corretto equilibrio. Nell’ambito di molte patologie neurologiche si possono individuare mancanze di alcune di queste sostanze che, pertanto, devono essere integrate o con la dieta, spesso però insufficiente, o con prodotti che non devono essere considerati farmaci ma bensì integratori».


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