Polveri, muffe, pollini: anche l’inverno ha le sue allergie

Anche in autunno-inverno sono molte le situazioni che possono causare sofferenza agli apparati respiratori più sensibili: polveri, muffe, pelo degli animali, pollini.

Polveri, muffe, pollini: anche l’inverno ha le sue allergie
Nella rubrica Salute parliamo di allergie

In genere si pensa che le allergie colpiscano in primavera e in estate. Ma non è così, e chi ne soffre lo sa benissimo: anche in autunno-inverno sono molte le situazioni che possono causare sofferenza agli apparati respiratori più sensibili: polveri, muffe, pelo degli animali, pollini. «L’allergia più comune in inverno è quella causata dagli acari della polvere – afferma Rosa Micoli, responsabile dell’Ambulatorio di Allergologia di Humanitas Gavazzeni e presso Humanitas Medical Care di Bergamo - dato che, a causa delle basse temperature esterne, tendiamo a trascorrere maggior tempo in ambienti chiusi; senza contare altre condizioni in cui è facile “respirare polvere” come, ad esempio, quando utilizziamo capi di abbigliamento che sono rimasti a lungo relegati dentro gli armadi, non sempre sigillati a dovere».

Responsabili di specifiche forme di allergia possono essere anche le muffe presenti nelle nostre case che si formano per vari motivi: «Ad esempio, quando facciamo asciugare i panni in casa – sottolinea la dottoressa Micoli –, soprattutto se lo stendino è posto in un luogo piccolo che non può essere arieggiato: l’umidità che ne deriva è ideale per la proliferazione di muffe in grado di creare allergie a chi già ne è predisposto». Un’altra causa da tenere in considerazione è la vicinanza di animali, in particolare cani e gatti, con cui condividiamo molte ore “casalinghe”, più di quelle vissute delle stagioni più calde. E i pollini? Ci sono anche quelli, che cominciano a diffondersi nell’aria fin dal mese di gennaio: «I primi ad apparire sono i pollini del cipresso e delle piante della sua famiglia come, ad esempio, la tuia, arbusto decorativo molto presente anche in città. Poi c’è il nocciolo e altre piante come carpino, ontano, betulla, tutte che impollinano in questo periodo».

Gli attacchi sono dunque parecchi e di diversa natura. Ma come capire se abbiamo un’allergia e non una problematica di natura virale? «I segni di un’allergia sono abbastanza evidenti: prurito a naso e occhi, sternuto, naso che gocciola, tosse, orticaria – spiega la responsabile dell’Ambulatorio di Allergologia di Humanitas Gavazzeni e presso Humanitas Medical Care di Bergamo -. Nei casi più gravi possono aggiungersi difficoltà respiratorie o forme specifiche come congiuntiviti o riniti; le allergie si distinguono dai sintomi propri delle forme virali, come il raffreddore o altro, perché durano nel tempo e non si esauriscono in un arco temporale ristretto che mediamente è di 5/6 giorni».

Nel dubbio è sempre meglio sottoporsi a test allergologici con i quali è facile capire se le cause del malessere sono attribuibili ad allergie. «Se così fosse – conclude la dottoressa Micoli – la buona notizia è che oggi anche le cure immunoterapiche, sia sublinguali sia iniettive, sono molto efficaci perché specifiche e costruite su misura per ogni singolo paziente»

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