Si sta meglio se i denti stanno bene La prevenzione inizia dall’infanzia

Si sta meglio se i denti stanno bene
La prevenzione inizia dall’infanzia

«Dens sani in corpore sano». Non è uno slogan, ma una verità assoluta: se la nostra bocca non sta bene, questo si riflette su numerosi aspetti della nostra vita. Dalla postura alla digestione, fino ai rapporti sociali. Eppure, troppo spesso si trascura questa parte del nostro corpo.

Come è successo nel periodo di maggiore crisi economica, anche se adesso le persone stanno finalmente tornando a sedersi sulla poltroncina del dentista. Ricordiamoci sempre che denti sani significa stare bene anche nella sfera sociale e affettiva, e questo porta un beneficio alla mente che si riversa a sua volta sul corpo.

È un circolo virtuoso. Se la bocca è «in ordine» non solo si mastica bene e si assimilano meglio i cibi, ma la stessa postura ne trae giovamento. Non tutti sanno che certi dolori alla schiena o alla testa derivano da un problema odontoiatrico. Ne parliamo con il dott.Maurizio Maggioni, odontoiatra dal 1985, dentista con indirizzo chirurgico-implantare, gnatologico-protesico e laser terapia, past-president dell’Associazione Italiana Odontoiatri.

Davvero è possibile avere una postura corretta grazie al dentista?

«I muscoli del corpo sono collegati tra loro, ecco perché le malocclusioni (una chiusura non corretta delle arcate dentali) o i disturbi delle articolazioni temporo-mandibolari possono causare dolori anche in altre zone del corpo e influire sulla nostra postura. Una risposta è la gnatologia, che si occupa di studiare e ripristinare il corretto equilibrio tra i distretti dei denti. In sostanza è una scienza dei denti, che analizza le ossa mascellari, la rete di muscoli che muovono la mandibola, le articolazioni temporo-mandibolari e il modo in i denti si incontrano. Se c’è un disturbo temporo-mandibolare o malocclusione, le conseguenze possono essere diverse: dolori al livello di questa articolazione, bruxismo, serramento, digrignamento, click mandibolare, difficoltà di apertura e chiusura della bocca, fischi all’orecchio, ma anche nevralgia del trigemino, mal di testa e dolori cervicali, tensioni ai muscoli dei viso, collo e spalle».

Ogni caso è una storia a sè?

«Ogni caso necessita di una terapia personalizzata. Spesso riscontriamo che questi disturbi sono causati da una malocclusione e uno degli strumenti più efficaci in questo caso è il bite. Che deve essere “disegnato” per quella bocca per portare la mandibola nella posizione corretta. Allo stesso tempo, l’uso dei bite consente di risolvere le problematiche legate alla chiusura e al digrignare dei denti che portano una precoce usura degli stessi, affaticamento e contrazioni muscolari e possono lesionare l’articolazione. Inoltre, essendo i muscoli legati tra loro, il bite può incidere positivamente anche sulla postura: non è raro che un dolore localizzato in altre parti del corpo sia il sintomo di uno squilibrio a livello occlusale. In questo caso, lo gnatologo lavora in sinergia con il fisioterapista e l’osteopata».

E i denti storti?

«Restando sul tema dell’allineamento dentale, non si può non pensare ai casi di denti storti. Non è solo una questione di estetica, ma anche di salute: è più difficile pulire bene i denti affollati e storti. C’è il rischio che si creino delle tasche in cui si depositano placca e tartaro che favoriscono la comparsa di carie e infiammazioni dei tessuti molli e duri che sostengono i denti. So che gli adulti mal sopportano i ferretti, ma c’è l’alternativa: l’apparecchio trasparente, particolarmente utile nei casi di sovraffollamento o forte spaziatura dentale, ma anche in alcuni casi di malocclusione. Non è consigliato, invece, per i grossi spostamenti o tutti quei casi che richiedono movimenti impegnativi, ottenibili solo con l’apparecchio tradizionale. Questi, comunque, sono solo alcuni esempi di come, la cura della bocca, può servire per il benessere di tutto il corpo, migliorando la qualità della nostra vita».

Quando iniziare a prevenire?

«Una sana prevenzione deve iniziare dall’infanzia. Sfatiamo subito il falso mito che non è necessario portare i bambini con i denti da latte dal dentista. Infatti, l’ideale sarebbe iniziare i controlli già dai tre anni di età e, due anni dopo, è corretto eseguire una radiografia panoramica per verificare se ci siano tutti i denti permanenti o i loro germogli. Non c’è motivo di preoccuparsi se un dente da latte cresce storto perché, avendo molto spazio a disposizione, può prendere direzioni sbagliate. Solitamente il problema si risolve da solo. Se invece i denti permanenti crescono storti, allora è necessario individuare le cause, valutando anche la forma e le dimensioni delle basi mascellari ossee, e controllando la via di crescita dei denti. Poi si potrà decidere come è meglio intervenire: applicare apparecchi mobili in grado di guidare lo sviluppo delle ossa, o aspettare la crescita dei denti e inserire dopo l’apparecchio fisso. Comunque, l’età migliore per correggere i denti storti è tra gli otto e gli undici anni. Infine, ai genitori preoccupati dell’eventuale timore del dentista da parte dei propri figli vorrei ricordare che esiste la figura del pedodonzista: un professionista della bocca altamente specializzato anche nel rapporto con i più piccoli».

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