Tumore al seno
Unità specializzate

Ogni anno, in Italia, si ammalano di tumore al seno circa 55 mila donne, con una mortalità purtroppo ancora molto elevata.

Tommaso Savio, responsabile della Breast Unit dell’Asst Bergamo Ovest con sede all’Ospedale di Treviglio-Caravaggio, si è da sempre occupato del trattamento delle neoplasie mammarie, con un’ esperienza maturata prima all’Istituto nazionale tumori di Milano con il prof. Bruno Salvadori e poi al Policlinico S. Marco di Zingonia, sottolinea che «negli ultimi anni abbiamo notato una preoccupante anticipazione dell’età di insorgenza. Certo i numeri rivelano anche altro: chi viene curato in centri di senologia specializzati, in cui sono presenti equipe multidisciplinari, dove le decisioni vengono prese collegialmente, seguendo protocolli e linee guida aggiornate, ha più possibilità di guarire. Le donne trattate in questi centri hanno una percentuale di sopravvivenza più alta del 18% rispetto a chi si rivolge a strutture non specializzate e hanno anche una migliore qualità di vita». Da alcuni anni anche l’Ospedale di Treviglio può vantare una breast unit che rispetta tutti i criteri richiesti dal Ministero della Salute e dove i professionisti che collaborano con la struttura si rifanno alle indicazioni dell’Eusoma (European society of breast cancer specialists).

Cos’è la Breast Unit?

«Dalla parola Unità nasce il significato della Breast Unit: il termine punta sulla centralità del lavoro di gruppo; su come intorno alla stessa malattia più specialisti si riuniscono, mettendo a disposizione le loro peculiarità, per ottenere un unico obiettivo, quello di sconfiggere il tumore al seno. La multidisciplinarità che abbraccia il percorso di queste donne le accompagna dalla fase di diagnosi al trattamento e poi al follow-up (almeno per 5 anni): il nostro obiettivo, infatti, non è solo curare, ma prendere per mano le nostre pazienti e seguirle durante il loro percorso. Questo è quello che facciamo a Treviglio: aiutiamo le donne a guarire da questa malattia».

Com’è organizzata a Treviglio?

«Da novembre 2019, con il mio arrivo, è iniziata la riorganizzazione del Centro di Senologia all’Ospedale di Treviglio, con l’ottimizzazione del percorso di diagnosi e cura del tumore della mammella, per fornire “il meglio al meglio” per la donna, e più in particolare l’introduzione della profilazione genica con Oncotype, un esame che studia 21 geni presenti nei tumori valutando se gli stessi traggono beneficio dai trattamenti chemioterapici; il convenzionamento con l’Istituto dei Tumori di Milano per la chirurgia plastica ricostruttiva; l’introduzione della metodica Osna per la rilevazione, con tecniche di biologia molecolare, del linfonodo sentinella, riducendo verosimilmente a zero la possibilità di falsi negativi e/o positivi che si avevano con le tecniche standard; il nuovo ambulatorio per la consulenza genetica nei casi di familiarità; l’ampliamento offerta con l’aggiunta di un Ambulatorio al Presst di Dalmine, attivo già da tre mesi; l’investimento di 350 mila euro per l’acquisizione di due nuovi mammografi con tomosintesi di ultima generazione al fine di ridurre al minimo l’esposizione delle donne alle radiazioni».

Le donne del territorio stanno rispondendo?

«Molto bene ma noi non ci fermiamo e quando si potranno riorganizzare incontri pubblici, andremo nei comuni afferenti alla nostra Asst per incontrare le donne, annullando cosi la distanza che spesso si pone tra medico e paziente ed esorcizzando la paura che si ha nei confronti di questa malattia. Questo sarà fatto anche grazie al coinvolgendo delle numerose associazioni di volontariato che già accompagnano le nostre Pazienti nel loro percorso».

Breast Unit, i criteri regionali

Regione Lombardia stabilisce che un’Asst può istituire una Breast Unit se tratta almeno 150 casi di carcinoma mammario ogni anno, coinvolgendo attorno ad esse più figure professionali, quali il chirurgo senologo, il radiologo, il chirurgo plastico, il tecnico di radiologia, l’anatomo-patologo, l’oncologo, il radioterapista, il medico nucleare, l’onco-genetista, lo psico-oncologo, il fisiatra, il fisioterapista, l’infermiere di senologia, il data manager e un coordinatore clinico, tutti impegnati, ognuno con le proprie competenze, a perseguire l’obiettivo condiviso: prendersi cura della donna malata di tumore al seno.

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