Domenica 17 Agosto 2014

Un placebo per rianimare da infarto

In Gran Bretagna al via i test clinici

Defibrillatore, massaggio cardiaco e nei casi estremi una dose di «adrenalina»: è questa la ricetta attuale nella rianimazione di un soggetto soccorso con infarto in atto. Ma sono sempre più pesanti i dubbi sulla reale efficacia dell’adrenalina contro l’infarto e allora in Inghilterra si è pesato di confrontare il farmaco con una sostanza inerte, un placebo per capire se l’adrenalina sia davvero un salvavita.

Secondo quanto riportato dalla BBC online, partirà infatti il prossimo autunno una controversa sperimentazione clinica che coinvolgerà 8000 soggetti colpiti da infarto e soccorsi da un’ambulanza. Alcuni di loro riceveranno l’adrenalina, altri invece una sostanza placebo; essendo incoscienti al momento dei soccorsi, i soggetti coinvolti non avranno modo di dare il loro consenso informato a partecipare allo studio. Ciò nonostante l’audace sperimentazione clinica ha appena ricevuto il disco verde dai comitati etici competenti a decidere sulla fattibilità di uno studio clinico. Sarà comunque possibile per chi non volesse entrare a far parte di questo studio essere esonerato da esso, nel senso che in caso di infarto il suo nome sarà in una lista di persone che non possono essere chiamate in gioco nei test.

Salvarsi da un infarto è spesso una questione di tempo, cruciale è l’arrivo rapido dei soccorsi con massaggio cardiaco, defibrillatore per far ripartire il cuore e, se necessario (cioè se il defibrillatore non funziona), una dose di adrenalina.

Questa sostanza, che è un ormone prodotto normalmente dal nostro corpo, è in uso da decenni nella rianimazione di pazienti con arresto cardiaco, ma la verità è che la sua reale efficacia non è mai stata documentata con delle sperimentazioni ad hoc. Anzi alcuni medici mettono oggi in dubbio che funzioni e dicono addirittura che potrebbe peggiorare le cose, dare danni cerebrali o ridurre le chance di salvarsi.

Con tutti questi dubbi cardiologi e ricercatori dell’università di Warwick hanno deciso di verificare la presunta efficacia dell’adrenalina confrontandola con una sostanza del tutto inerte come l’acqua, un placebo insomma, così come si fa sempre oggi quando si deve testare un nuovo farmaco.

Succederà quindi che a Londra, nel Galles, nelle West Midlands, South Coast e Nord-Est dell’Inghilterra, in tutto 8000 persone (tra quelle che non si sono tirate fuori attivamente rifiutando di partecipare al trial con una dichiarazione formale) che avranno la sfortuna di essere colpite da infarto riceveranno durante i soccorsi o placebo o adrenalina, senza saperlo. Né lo sapranno i parenti del paziente perché comunque i soccorsi devono avvenire velocemente e non c’è tempo di discuterne con nessuno.

A questo punto, raccolti i dati che servono, si potrà dire se l’adrenalina è veramente efficace, cioè se è un vero salvavita o se invece le chance di sopravvivere dei pazienti cui viene somministrata non sono maggiori di quelle dei pazienti cui invece verrà dato il placebo.

Paola Mariano

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