CNA, Patrizio Ricci: «Chi fa impresa sa reagire al mercato, ma servono regole e strumenti giusti»
Patrizio Ricci, alla guida di CNA Bergamo, chiede meno ostacoli burocratici, un rapporto diretto con le banche e più formazione. Dalla contabilità al credito, dalla formazione all’IA, l’associazione accompagna, infatti, artigiani e Pmi nella crescita, senza perdere il valore della relazione
Lettura 5 min.Patrizio Ricci è il presidente di CNA Bergamo dal 22 maggio scorso. Imprenditore nel settore dell’autotrasporto, conosce direttamente le difficoltà e le opportunità con cui le piccole imprese si confrontano ogni giorno. Un’esperienza che oggi porta anche nel suo ruolo di rappresentanza, che lo vede inoltre componente della Giunta della Camera di Commercio di Bergamo.
Presidente, come stanno le imprese?
«Lo dico anche da parte in causa, essendo titolare d’impresa e avendo quindi il polso del mercato: le imprese tra mille difficoltà continuano a performare. Lo fanno anche grazie a un’elasticità che, soprattutto nelle realtà più piccole, è maggiore rispetto alle aziende di dimensioni più grandi. Ci si rigenera, ci si ristruttura, si cerca di capire in quale direzione sta andando il mercato globale e si apportano rapidamente i correttivi necessari».
Il Made in Italy?
«È qualcosa che va tutelato. Invece, negli ultimi anni, sono state introdotte norme e regolamentazioni con asticelle che riescono a superare più facilmente le realtà grandi e strutturate. E questo non va bene. Se vogliamo leggere il mercato come una competizione, chiediamo semplicemente di poter gareggiare almeno ad armi pari».
La burocrazia?
«Abbiamo bisogno di una vera riforma della burocrazia. Non è soltanto una questione di tempi e di procedure: oggi il peso burocratico rappresenta anche un costo troppo alto per le imprese, soprattutto per quelle di dimensioni più piccole. Ci sono situazioni che possono essere semplificate a costo zero, altre che continuano invece a rallentare eccessivamente il sistema e a sottrarre risorse che potrebbero essere destinate alla crescita. La digitalizzazione può contribuire a snellire molto le procedure, purché sia accompagnata da un’adeguata formazione. Ma serve soprattutto una revisione complessiva delle regole: meno passaggi, meno adempimenti e meno costi inutili».
Le banche?
«Dobbiamo tornare a una vera relazione, al di là degli algoritmi. Un’impresa non può essere valutata soltanto attraverso un modello matematico o una serie di indicatori. Occorre conoscere l’imprenditore, la sua storia, il settore in cui opera e soprattutto il progetto che ha davanti. La banca dovrebbe tornare a essere un interlocutore capace di capire l’impresa e di accompagnarla, soprattutto nei momenti in cui servono investimenti e capacità di guardare al futuro».
Perché associarsi a CNA?
«Perché chi sceglie CNA ha la garanzia di poter accedere agli stessi servizi e alle stesse competenze che normalmente sono alla portata delle aziende più grandi. Un piccolo imprenditore, da solo, difficilmente potrebbe intercettare tutte queste opportunità e, soprattutto, rimanere costantemente connesso con il mondo che ruota attorno al proprio mestiere. In CNA trova una risposta a ogni esigenza, grazie a una gamma completa di servizi che permette di accompagnarlo passo dopo passo nella gestione e nello sviluppo della propria impresa».
I vantaggi della tessera
Associarsi a CNA Bergamo significa avere al proprio fianco una rete di esperti per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide dell’impresa. Rappresentanza sindacale, consulenza e servizi, aggiornamenti, copertura assicurativa e convenzioni si affiancano alle occasioni di confronto e networking con altri artigiani e imprenditori. La tessera costa 70 euro il primo anno.
La sede ampliata e l’assemblea del 21 ottobre
In queste settimane CNA Bergamo ha ampliato i propri spazi e ha inaugurato, nella sede di Gorle, una nuova area dedicata alla consulenza e all’accompagnamento delle imprese. Un investimento che nasce dalla volontà di rendere il servizio sempre più efficace e vicino alle esigenze degli associati, in un contesto economico nel quale le imprese sono chiamate ad affrontare trasformazioni sempre più rapide e profonde. Non si tratta soltanto di stare al passo con i cambiamenti del mercato, ma di rafforzare un modo di essere al fianco degli imprenditori: accompagnare chi cresce, sostenere chi affronta nuove sfide e continuare a essere un punto di riferimento anche per le imprese più strutturate.
Essere parte di CNA significa poter contare su servizi e competenze, ma anche e soprattutto su persone. Persone vere, con cui parlare, confrontarsi e costruire insieme le risposte alle sfide quotidiane. Perché un servizio efficace non è fatto soltanto di strumenti e competenze: è fatto anche dalla relazione, dalla capacità di ascoltare e dalla fiducia che si costruisce nel tempo. È il rapporto diretto tra persone che CNA vuole continuare a mettere al centro del proprio lavoro.È anche in questa prospettiva che si inserisce l’Assemblea 2026 di CNA Bergamo, in programma mercoledì 21 ottobre alle 18.30 presso Daste Spazio Eventi a Bergamo, dal titolo «La pace, un’impresa collettiva». Un appuntamento che mette al centro il valore etico del lavoro e il ruolo che il mondo artigiano e le piccole e medie imprese possono avere in un tempo segnato da conflitti e profonde trasformazioni. In dialogo con la Diocesi di Bergamo, l’Assemblea affronterà il tema della responsabilità d’impresa, intrecciando sostenibilità economica, rispetto delle persone e stabilità sociale: un cantiere di pace che parte anche dal lavoro e dalle comunità. All’incontro, insieme ai vertici di CNA e alle autorità, interverranno don Cristiano Re, delegato vescovile per la Vita Sociale e la Mondialità della Diocesi di Bergamo; Giovanni Bozzini, presidente di CNA Lombardia; Guido Ortelli, coordinatore di Medici Senza Frontiere Bergamo; e Raul Caruso, ordinario di Politica Economica all’Università Cattolica di Milano. Per partecipare è possibile iscriversi attraverso l’apposito form sul sito bergamo.cna.it.
I servizi dell’associazione
In un mondo che cambia, la persona è sempre più al centro. Sembrano due poli in antitesi, è invece il must di CNA Bergamo. La Confederazione Nazionale dell’Artigianato, che nel corso di quest’anno celebra 80 anni dalla nascita, nella sua sezione orobica – circa 60 dipendenti e oltre 4.000 associati – è il classico porto sicuro per artigiani e titolari di PMI.
I numeri e i servizi
Su scala nazionale sono oltre 200.000 le imprese iscritte con 6.000 dipendenti per indirizzare al meglio l’imprenditore. Basti pensare che il nostro territorio conta più di 100.000 realtà e il 98% ha meno di 5 dipendenti. CNA rappresenta proprio quel 98%, ma segue l’evoluzione dell’impresa: da 2 a 100 dipendenti, dal monoveicolare ai 3-4 veicoli, fino alla media impresa UE (fino a 499 dipendenti) senza dover cambiare consulente.
È un’associazione, non fa utile: tutto viene reinvestito ed è governata da imprenditori eletti nei mestieri. «Qualsiasi necessità, ci chiami»: è questo l’elemento che fa la differenza, a dimostrazione che l’attività non è solo adempimento, ma anche accompagnamento. Passo dopo passo. Il discorso è a 360 gradi attraverso un solo ed unico interlocutore per più materie: fiscale, contabilità, paghe, sicurezza, formazione, bandi, credito, rappresentanza sindacale. Non solo una gamma ampia e completa, ma anche verticale per incontrare adeguatamente ogni necessità.
Il credito e la digitalizzazione
La realtà, la cui sede centrale è a Gorle in via Roma 85, conta 10 sedi sul territorio – Bergamo, Brembate, Calusco d’Adda, Castelli Calepio, Clusone, Mozzanica, Romano di Lombardia, Sarnico, Treviglio e Zanica – e fa della formazione una delle sue chiavi di volta. E poi il tema caldo del credito: CNA partecipa al consorzio Fidi Finergis e dialoga con tutte le banche stringendo convenzioni vantaggiose per i propri associati, come di recente ha fatto con le BCC.
E ancora, la digitalizzazione che fa rima con innovazione: CNA ha inserito l’Intelligenza Artificiale in ambito contabilità, pur tenendo sempre il fattore umano come base indiscussa e indiscutibile, secondo una filosofia inequivocabile che si può semplificare così: non per tagliare persone, ma per liberare tempo dalle attività a basso valore e spostare le persone sulla consulenza e sulla relazione. Perché la responsabilità resta della persona, ma la tecnologia può essere un supporto.
«Metterci la faccia» sempre
L’AI equiparerà la qualità del servizio di tutti. La differenza, tuttavia, la farà il post-servizio: essere presenti, metterci la faccia, esserci dopo. Ed è proprio il «metterci la faccia» uno degli aspetti dell’impronta data dal presidente Patrizio Ricci e dal direttore Tomas Toscano. Ma è ancora più evidente non appena si varca la soglia della sede. Perché prima delle parole contano i fatti, ma ancor prima – se possibile – le percezioni. E la sensazione che traspare dal sistema CNA può essere riassunta in una: un passo all’interno ed ecco la bussola per sapersi orientare nella maniera migliore.
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