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Può la sperimentazione digitale esprimere la bellezza artistica? A Bergamo ci provano i Motori Digitali

Un gruppo di dieci giovani con competenze complementari ha dato vita, a partire da 2018, ad un team performativo capace di mettere in scena rappresentazioni artistiche audio-video esperienziali. Per Porsche hanno creato il «Circle of Dreamers» dove al centro ci sarà sempre l’uomo, l’unico essere vivente capace di sognare

«Vogliamo essere l’energia creativa capace di ispirare chi è alla ricerca di nuove visioni» dice Martina Cesani, portavoce del gruppo. È questa l’essenza di MiDi Motori Digitali, un’associazione nata a Bergamo nel 2018 per promuovere la ricerca nel campo dell’arte e delle nuove tecnologie.

«Creiamo esperienze che uniscono i linguaggi del digitale alle differenti espressioni artistiche contemporanee avvicinando il pubblico a forme creative innovative e dando spazio ad un’inedita categoria di artisti. Siamo uniti dall’interesse per l’arte, per le nuove tecnologie e costantemente alla ricerca. Crediamo nella molteplicità delle visioni e nella forza della collaborazione tra le diverse competenze. Tra di noi c’è di tutto, infatti siamo operatori della cultura ed esperti del mondo dell’arte e dello spettacolo, oltre che artisti, designer, programmatori, architetti, ingegneri e grafici».

A loro il Centro Porsche Bergamo ha chiesto di interpretare il concetto di «Sogno», che è il tema centrale dei 75 anni della casa automobilistica di Stoccarda. «Questa richiesta fa parte del percorso di impegno culturale con il quale Porsche contribuisce a costruire comunità vivaci e società future vivibili» dice Silvano Lanzi, direttore del Centro Porsche Bergamo . «Porsche festeggia quest’anno i 75 anni del marchio, ma non ha alcuna voglia di fermarsi. È in arrivo un’ulteriore novità con il debutto della nuova Cayenne (26 luglio al Centro Sportpiù di Curno), una delle più ampie rivalutazioni del prodotto della storia di Porsche».

«Nella nostra opera artistica per Porsche – prosegue Martina Cesani – abbiamo rappresentato i sogni con la luce, che ci guida verso ciò che desideriamo raggiungere. La luce illumina la strada così come il sogno costruisce nuove vie; entrambi sono l’ispirazione che ci regala nuova energia. In “The circle of dreamers”, l’opera che abbiamo realizzato per il Centro Porsche Bergamo, la connessione tra sogno e luce si materializza attraverso un’installazione circolare in cui colori, frequenze, intensità, accensioni e spegnimenti ricreano un ambiente immersivo. La luce diventa il Caronte che ci guida nel percorso esplorativo attraverso atmosfere magiche dove trovare la giusta ispirazione. Alla ricerca del proprio sogno, di un sogno sempre nuovo”.

Velocità, eleganza, sinuosità e seduzione sono in effetti concetti che afferiscono al tema del sogno e a quello di Taycan, l’auto che porta un nome che è frutto di due parole turche «tay» e «can». Pressappoco il senso del nome è «Spirito di un cavallo vivace». Espressione che si addice perfettamente a un’automobile, in particolare a quella progettata da Michael Maurer.

«Nel corso degli ultimi decenni, abbiamo assistito a un’esplosione di innovazioni tecnologiche che hanno trasformato il nostro modo di vivere, lavorare e connetterci – racconta Gianmaria Berziga, direttore generale di Bonaldi Gruppo Eurocar Italia – Tuttavia, a volte sembrava che l’uomo fosse diventato solo uno spettatore passivo di questa rivoluzione tecnologica. Mettere al centro l’uomo, come fa Porsche, significa sviluppare soluzioni tecnologiche che rispondano ai problemi reali delle persone, migliorando la loro esperienza e soddisfacendo le loro aspirazioni. Per questo motivo, abbiamo deciso di organizzare un evento diverso dal solito, dove al centro della serata c’è l’individuo che, sempre di più sarà il fulcro intorno al quale i produttori di autovetture costruiranno i loro prodotti. È un radicale cambio di prospettiva, iniziato con l’avvento di nuovi sistemi di propulsione a zero emissioni per migliorare l’ambiente nel quale viviamo, proseguendo con le innovazioni portate dalla tecnologia tramite il futuro inserimento della guida autonoma che cambierà totalmente il concetto di esperienza di guida».

Anche il luogo di questa performance allude all’energia. Siamo a Daste e Spalenga, uno dei Corpi Santi che nel Medioevo collegavano la città alle cascine. Qui passa la Seriola Morlana che parte da Nembro e scende verso la pianura. E qui sorsero, anticamente, due mulini attorno ai quali si svilupparono due piccoli agglomerati di abitazioni, che presero il nome di Daste e di Spalenga: erano poche abitazioni rustiche ed ospitavano, alla fine del 1500, rispettivamente, una trentina e poco più di un centinaio di persone. Daste, potrebbe derivare dalla voce «Hastae», ovvero le vecchie pertiche con cui si misuravano i fondi, mentre Spalenga deriva dai nomi dei proprietari dei terreni («Spalianii»). La bella centrale termoelettrica fu creata per rifornire di energia le Industrie Riunite Filati e, oggi, restituita agli antichi splendori per ospitare iniziative sociali e culturali.

A salutare questo incontro tra arte, lusso e velocità c’è Valentina Pedretti, unica bergamasca inserita tra le 50 imprenditrici più innovative dell’anno. Un’ospite che a proposito di sogni e di sfide non si è tirata indietro.

Valentina Pedretti è Direttore generale di un’azienda di lavorazioni meccaniche per conto terzi: la PMP di Curnasco di Treviolo. Un’officina che oggi è diventata molto più di un reparto di carpenteria. Pedretti ha iniziato il cambiamento dell’azienda, dove è rientrata dopo la laurea in Marketing e un’esperienza fuori dalla nostra città, a partire dalle parole. «Laddove la progettazione già di fatto aveva preso il sopravvento nel processo di realizzazione dei prodotti, ho cambiato il modo di organizzare e raccontare il lavoro. Il punto di partenza è oggi la programmazione digitale che consente di contenere gli errori, ottimizzare le materie prime e risparmiare tempo. Abbiamo realizzato diverse innovazioni di processo e abbiamo connesso tra i loro alcuni macchinari rendendoci in grado di analizzare in tempo reale i pezzi prodotti, gli scarti e la produttività. L’introduzione della simulazione a video ci ha permesso di evitare errori, ridurre i tempi di assetto della macchina e migliorare le strategie di produzione, il tutto con l’obiettivo di essere un’azienda performante e competitiva».

La sostenibilità è stato l’altro valore centrale nella rivisitazione dell’azienda e Valentina Pedretti ne è particolarmente orgogliosa. Ce n’è poi un altro. «L’altro valore è quello che noi donne diamo per scontato, ma che bisogna sottolineare spesso. La competenza non ha genere, ma richiede fatica e passione. Per uomini e donne allo stesso modo. E infine la curiosità che è il motore principale dello sviluppo. In questa fase in cui le macchine acquisiscono sempre più autonomia grazie all’intelligenza artificiale, è fondamentale non perdere il timone che traccia la direzione e che nessuna macchina dovrà sottrarci».

Il percorso di Valentina Pedretti si dipana quindi tra tradizione e innovazione, e ha portato la PMP Meccanica a compiere un ulteriore salto di qualità. Per il prossimo futuro, nel mirino c’è un ulteriore ampliamento del giro d’affari nei principali mercati di riferimento, oltre al progetto di una nuova ala del quartier generale di Treviolo, in cantiere entro fine anno.

Con l’arte dei Mi.Di. Motori Digitali, il sogno dei dreamers bergamaschi che fanno attività di impresa e il Centro Porsche Bergamo si chiude il cerchio, anzi si apre il «Circle of dreamers».

Sito Centro Porsche Bergamo

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