Dopo i piatti bio
i vestiti Capobianco

Capobianco apre in Svizzera, ad Ascona, e del primo monomarca dell’azienda Duelle Industria di Zanica se ne occuperà Erica Bettinelli, titolare del Villino di Erica, ristorante di Valbrembo, noto per l’uso di alimenti derivanti da agricoltura biologica.

Dopo i piatti bio i vestiti Capobianco
Erica Bettinelli e Marco Lorenzi

Capobianco apre in Svizzera, ad Ascona, e del primo monomarca dell’azienda Duelle Industria di Zanica se ne occuperà Erica Bettinelli, titolare del Villino di Erica, ristorante di Valbrembo, noto per l’uso di alimenti derivanti da agricoltura biologica.

Un cambio di vita non da poco per Erica, mamma di tre bambini, che ha deciso di trasferirsi nel Canton Ticino tra polo realizzate con tinture vegetali e blouson. «Tutto nasce dall’amicizia con Marco Lorenzi, titolare della Duelle - racconta Erica -. Quando ho aperto, una decina di anni fa, lui abitava vicino al ristorante e veniva spesso. Abbiamo scoperto di avere molte affinità e la stessa passione per natura e prodotti biologici».

L’idea circa un anno fa: «Capobianco punta su una moda casual chic che avvicina agli spazi aperti. Ci siamo trovati in sintonia e in questo periodo della mia vita avevo voglia di voltare pagina, di fare un’esperienza nuova, all’estero». L’inaugurazione ad Ascona lo scorso 18 giugno: «Qui ci sono campi da golf e un rinomato porto con importanti barche a vela: l’habitat perfetto per il target del nostro brand che in poche settimane sta già riscuotendo successo». commenta Lorenzi.

Soddisfatta anche Erica: «Il Villino resta di proprietà di mio marito, Marco Mori, e abbiamo affidato il locale a uno staff in cui crediamo molto e che sta proseguendo l’attività secondo la nostra filosofia bio». Mentre lei ora gestisce il monomarca di 80 metri quadrati «tra turisti francesi, tedeschi e inglesi: la clientela è internazionale e molto frizzante, l’atmosfera molto creativa».

Del resto Erica è abituata a una vita dinamica: «Sono sempre stata una che si rimbocca le maniche e dopo 10 anni di ristorazione questa è la nuova sfida. Avevamo pensato alla Danimarca, ma poi la Svizzera è stata la scelta giusta come prima esperienza. Insieme a un’amica bergamasca abbiamo investito in questo negozio che è di nostra proprietà, con la supervisione Duelle».

E Marco Lorenzi lo ammette: «Erica mi ha stimolato con la sua energia: dopo questo primo monomarca, puntiamo a nuove città». Per un total look Capobianco, uomo e donna, tra giacche e pantaloni, camicie e polo, oltre alle scarpe, novità presentata di recente a una fiera coreana: «L’inverno spinge sui reversibili, l’estate prossima lavoreremo sui materiali, con il connubio di nylon, lini e sete».

Questo mentre l’export continua a crescere (oltre il 30%) e nuovi clienti di rilievo sugli Stati Uniti: «Due nomi di rilievo sul mercato americano terranno Capobianco da questo inverno, altre 4 realtà si aggiungeranno per la primavera 2015. Previsioni di fatturato? Crescere e arrivare alla fine del prossimo anno a 4 milioni». In attesa di altri monomarca, mentre Erica porta avanti Ascona, senza rimpianti per quel fazzoletto di verde ai piedi di Fontana: «Avere a che fare con cachemire e lini, toni sgargianti e nuove fantasie non è affatto male. Questa esperienza la definirei, tornando alla cucina, molto “saporita” per la mia vita e la mia attività».
Fabiana Tinaglia

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