La fettuccia diventa borsa Con Mirtilla una rete di donne
Paola Anna Gelfi

La fettuccia diventa borsa
Con Mirtilla una rete di donne

Si chiama Paola Anna Gelfi, ma oramai da oltre 8 anni la chiamano tutti Mirtilla, nome dato alla sua attività ma anche nome del suo cane, uno Scottish terrier nero che ormai è la mascotte del lavoro che questa bergamasca esuberante e vitale ha avviato in via Mazzini,, estendendosi in tutta Italia con una rete commerciale esclusivamente al femminile, pronta nel 2017 per sbarcare in Grecia.

Tutto è partito da un negozietto che vendeva pietre preziose: un giorno del 2009, una cliente di Paola le porta una filato a fettuccia dal Portogallo: «Era una fibra sintetica in lycra, uno scarto di un’azienda e ho iniziato a giocare col filo, realizzandoci una borsa all’uncinetto». Da qui l’idea: «Ho iniziato a cercare filati in Bergamasca e in tutta la Lombardia, in lycra e mischie in cotone e sintetico, per provare a creare nuove borse: ho trasformato la passione per l’uncinetto in una produzione di accessori che nel negozio hanno iniziato a essere sempre più richieste».

Durante un corso

Durante un corso

E non erano solo le borse: «Ho sempre pensato di valorizzare il territorio in cui vivo e così ho iniziato a cercare filati sul territorio, collaborando con aziende che potessero creare la fettuccia che rispondesse alle mie esigenze: a oggi ho creato per la mia attività sei tipi di filato, prodotti nella Bergamasca e nel Milanese, in 18 varianti colore». I filati sono diventati col tempo fibre naturali, mischiate a seta e cotone, a seconda delle esigenze della produzione.

«Che è cresciuta mese dopo mese, con una triplice attività - spiega Gelfi -. Da una parte la vendita di filato, dall’altra del prodotto finito, infine una produzione per conto terzi che ci ha permesso di avviare collaborazioni col mondo della moda nazionale ed europeo».

Una borsa di Mirtilla

Una borsa di Mirtilla

E Bergamo diventa troppo piccola: «Ho avuto bisogno di avviare una rete commerciale, per raggiungere i negozi specializzati, e ho scelto di creare una squadra di donne che dalla passione per il lavoro all’uncinetto, ora mi fanno da rete commerciale in giro per l’Italia». Lei le chiama «Mirtilline», per ora sono 35, ma sono destinate a crescere: «Tutte donne di mezza età che hanno trovato nuovi stimoli per un impiego che parte da una passione e costruisce relazioni. Donne che spesso hanno perso il lavoro e che avevano voglia di una seconda possibilità». Sono loro che, su base regionale, organizzano i corsi nei punti vendita che acquistano il filato Mirtilla e si occupano degli ordini sia del tessuto, ma anche della linea di borse che sta diventando sempre più estesa.«Il quartier generale resta a Bergamo e anche qui organizzo corsi e smisto le attività, con la vendita del filato al dettaglio e all’ingrosso». Una produzione esclusiva che le permette di produrre per le sue attività circa 800 kg al mese di filato: «L’obiettivo è crescere nel 2017 aprendoci al mercato europeo: parto ora con la Grecia dove abbiamo già basi di appoggio per le vendite. Sull’Italia siamo consolidati grazie alla mia squadra al femminile e alle tante fiere a cui partecipiamo: in tutto 18 all’anno tra cui ovviamente Creattiva a Bergamo». E se il fatturato del 2016 si è aggirato intorno ai 400 mila euro, i presupposti sono di crescere del 20% all’anno e del 40% sul prodotto finito: «Anche grazie ai social: vorrei avviare una vendita on line della mia collezione, per rafforzare anche la linea dei prodotti finiti». Paola Gelfi non si ferma qui: «In sei anni da un hobby abbiamo creato un’azienda, puntando su donne tenaci che hanno fatto squadra, fidelizzando una clientela che si alimenta di creatività e sempre nuovi progetti».

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