Romano, morto nel rogo della baracca
L’autopsia, risultati nei prossimi giorni

Al «Papa Giovanni» martedì 29 ottobre l’esame sul corpo di Giuseppe Messina, 74 anni, trovato carbonizzato sabato sera nell’ex maneggio.

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È stato un incidente domestico a uccidere Giuseppe Messina, 74 anni, trovato carbonizzato sabato sera nella casupola dell’ex maneggio «San Giorgio», a Romano, che l’uomo aveva costruito a metà degli anni ’80 e che aveva trasformato nel suo domicilio, come sospettano gli inquirenti? O quella remota ipotesi investigativa che nulla esclude, soprattutto per ragioni di prudenza, potrebbe aprire altri fronti?

L’auspicio degli inquirenti, a partire dal pm Paolo Mandurino che coordina le indagini condotte dal Nucleo investigativo del Comando provinciale dei carabinieri di Bergamo e dei colleghi di Romano della Compagnia di Treviglio, è che a far luce sulla morte di Messina possa contribuire l’autopsia che è stata effettuata martedì 29 ottobre al «Papa Giovanni» dal medico legale Anna Antonietti e i cui risultati si conosceranno nei prossimi giorni.

Nell’ambito dell’autopsia, che ha comportato l’apertura di un fascicolo a carico d’ignoti per morte in conseguenza di altro reato, l’incendio doloso, è stata effettuata anche una Tac nel tentativo di accertare eventuali lesioni e visto lo stato carbonizzato del corpo. Stando alle prime ricostruzioni sabato sera, quando è divampato l’incendio, l’uomo avrebbe cercato di rifugiarsi nel locale adiacente a quello d’ingresso, con il fornello e il divano, dove si sarebbe innescato il rogo. L’individuazione del punto d’innesco è anche uno degli obiettivi dei nuovi accertamenti che sono stati effettuati nella mattina del 29 ottobre dal Nucleo investigativo antincendio dei Vigili del fuoco di Milano.

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