Selene da Albino a Londra
«Qui il merito esiste»

«Era giunta l’ora di imparare una volta per tutte l’inglese». È seguendo questo desiderio che Selene Carrara, 27enne di Albino, il 3 ottobre del 2017 inizia la sua avventura in quel di Londra . «Ho deciso di lasciare Albino, il mio “ridente” paesello – racconta Selena Carrara – in cerca di nuove avventure, ma soprattutto la decisione di questa partenza nel Regno Unito è stata per imparare una volta per tutte l’inglese. È stata una scelta pianificata nella mia testa da anni, tutti i miei amici e familiari sapevano che un giorno sarebbe arrivato “quel giorno”.

Era solo questione di tempo. Fatte le valigie e arrivata a Londra, ero completamente spaesata e con l’ansia di dover affrontare tutto da sola, relazionarmi con persone che non parlano la mia lingua, con la paranoia e la paura di non trovare nessuno con la voglia e la pazienza di potermi aiutare. Tutto questo è stato solo un pensiero, perché subito la mia vita si è riempita di persone che avevano fatto questo “step” prima di me, quindi in grado di capire ogni mio singolo stato d’animo, pronte ad aiutarmi ed essere presenti sin dall’inizio».

Un desiderio che la giovane albinese coltivava da tempo dentro di sé, spinta anche dall’esperienza positiva che alcuni cugini avevano avuto all’estero. «La decisione di partire mi frullava nella testa da tempo – confessa –: ho cugini che vivono all’estero, tra cui Simone, che molti anni fa è partito per il Regno Unito e lì ha trovato tanta fortuna. Dopo anni di visite, e vedendo la straordinaria vita che faceva, ho deciso di provarci anche io. Volevo farcela. In Italia ho studiato grafica pubblicitaria e fotografia al liceo artistico statale di Bergamo. Ho poi fatto alcuni lavori come grafica, fotografa per matrimoni, poi ho cambiato radicalmente e ho iniziato a lavorare come commessa in un negozio di Oriocenter. Dopo anni di vita che reputavo normale, felice, ho capito che c’era però qualcosa che non mi rendeva felice al 100%, in più, avere un lavoro stabile in Italia non è semplice, e non lo è mai stato negli ultimi anni; i contratti non sono a lungo termine e non riesci a costruirti un futuro vero e proprio. Avevo sempre l’idea che gli anni passavano e non stavo concludendo niente di quello che avrei voluto per me».

Così, il tempo di licenziarsi e «inscatolare» la sua vita, Selene Carrara parte con un biglietto di sola andata. «Sono partita senza avere in testa una data di ritorno, non era un semplice progetto, ma lo reputavo piuttosto un cambiamento radicale. Tra le mie aspettative, al primo posto, vi era imparare una seconda lingua, avere un inglese fluente, l’idea di essere versatile, in più cercare la mia strada e fare carriera. Ho iniziato a lavorare come bartender in una compagnia mondiale e molto conosciuta a Londra, avendo proprio come general manager mio cugino. Dopo un periodo, vedevo che non era quello il posto dove avrei voluto crescere così, dopo avere cambiato vari lavori, sono finita nel mio attuale posto di lavoro, un ristorante inglese di medio-alta qualità nel cuore della stazione Victoria».

«Sono partita come runner, ossia pulizia di posate e piatti e servizio al tavolo, ho cominciato a imparare sempre meglio l’inglese e a integrarmi sempre di più – racconta Selene –; sono così diventata cameriera, e ora sono in formazione come supervisor del piano. La differenza è che qui il tuo impegno viene riconosciuto e ripagato. Ora parlo e scrivo un buon inglese e ho imparato anche lo spagnolo, quindi posso dire che in due anni questo grande cambiamento ha dato i suoi frutti. Qui ogni giorno c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare. Ogni volta c’è sempre qualcosa che mi sembra impossibile e con calma riesco ad affrontare. Vivere lontano da casa, in un altro paese, ti insegna a cambiare se stessi completamente, per riuscire ad affrontare ogni ostacolo che ti si presenta davanti. Qui non c’è la mamma che ti aiuta se sbagli una lavatrice, che ti dice come cucinare e non c’è il papà che ti dice come si pagano le bollette o come si fa un contratto di casa, qui sei solo tu».

«C’è un sistema a cui non siamo abituati – racconta ancora –: qui non è come in Italia e tutto gira in modo diverso, le case sono più care. Addio ai comfort che c’erano a casa, e devi adattarti a condividere case, cucina, bagni e a volte la stessa stanza con persone sconosciute. Ma tutto questo ti rende forte e ti fa capire se vuoi davvero lottare o se è più semplice mollare e ricominciare in Italia». «Ora posso dire di amare sempre di più il mio paese d’origine, le montagne che lo circondano, i profumi e i luoghi che reputavo noiosi, ora li vedo sotto un altro punto di vista, e riesco a rilassarmi e a godermi casa tutte le volte che torno» racconta la 27enne.

Il futuro e un possibile rientro in Italia non sono ancora stati previsti. Per il momento la giovane cameriera si gode questa esperienza. «Non ho ancora previsto di rientrare – spiega – e non è tra le cose imminenti. Ma sicuramente più avanti quel giorno arriverà. Le “cose” che ho lasciato non sono certo materiali, ma si parla della famiglia e degli amici che ho capito che in questi anni non si sono dimenticati di me; la vita infatti ti porta a fare scelte, non per egoismo ma per la tua felicità e per il tuo futuro. Per tutto il resto amo Londra, amo questa frenesia e il fatto che non manca niente. È una città che non dorme mai. Ogni cosa di cui hai bisogno è alla portata di mano, basta cercarla, questo vale anche per la tua crescita in ogni campo, sia per studenti che per lavoratori».

«Ora ci sono i migliori amici qui, a Londra, che sono italiani, portoghesi, spagnoli, brasiliani e polacchi. E ci sono gli amici storici in Italia, che nonostante la lontananza, ci sono sempre. È sicuramente una cosa che consiglio a tutti i giovani: viaggiate, non abbiate paura, tutto quello che lasciate è sempre lì ad aspettarvi, non vi fermate perché il mondo è pronto a offrire cose meravigliose, che potete sì, immaginare, ma non avete idea di quanto straordinarie siano quando le vivete davvero».

Essere più vicini ai bergamaschi che vivono all’estero e raccogliere le loro esperienze in giro per il mondo: è per questo che è nato il progetto «Bergamo senza confini» promosso da «L’Eco di Bergamo» in collaborazione con la Fondazione della comunità bergamasca onlus. Per chi lo desidera è possibile ricevere gratuitamente per un anno l’edizione digitale del giornale e raccontare la propria storia. Per aderire scrivete a: [email protected].

© RIPRODUZIONE RISERVATA