Mauritius, respinti i turisti lombardi Ragazza di Nembro costretta a tornare

Mauritius, respinti i turisti lombardi
Ragazza di Nembro costretta a tornare

Una disavventura che ha coinvolto anche una bergamasca, N. M., ventiquattrenne di Gavarno, frazione di Nembro.

Bloccati in aeroporto alle Mauritius in piedi per oltre sette ore senza acqua né cibo e con l’alternativa tra rimanere in quarantena 14 giorni in un albergo popolare nell’isola africana (senza poter uscire a vedere l’isola) o essere imbarcati per l’Italia senza nemmeno poter trascorrere la tanto agognata vacanza. È quello che lunedì 24 febbraio hanno dovuto vivere i passeggeri veneti e lombardi del volo che da Milano Malpensa è atterrato alle Mauritius con scalo nella notte di domenica a Dubai.

Una disavventura che ha coinvolto anche una bergamasca, N. M., ventiquattrenne di Gavarno, frazione di Nembro. «Sono atterrata alle Mauritius attorno alle 7,45 del mattino dopo un volo di circa 21 ore e, dopo i controlli di rito del passaporto, in zona bagagli mi è stato chiesto se ero italiana e da dove venivo – racconta N. M. - considerato che sono lombarda, sono stata fermata e mi hanno condotta insieme agli altri viaggiatori in una specie di stanzino: lì mi hanno provato la febbre e, nonostante non ce l’avessi, ho dovuto attendere in piedi per oltre sette ore». Insieme a lei viaggiavano anche persone provenienti da Roma, Reggio Emilia e da altre zone del centro e sud Italia non contagiate dal Coronovirus. «Nonostante avessimo viaggiato tutti insieme sullo stesso aereo da Dubai fino alle Mauritius, le autorità aeroportuali mauriziane hanno permesso a questi viaggiatori di uscire dall’aeroporto e di raggiungere i loro villaggi vacanza – racconta la giovane bergamasca -: una scelta assurda considerato che quelle persone erano entrate in contatto con noi, veneti e lombardi, e che mi ha lasciato sconvolta oltre che arrabbiata».

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