Cts, i verbali: zona rossa chiesta il 3 marzo Ma sette giorni prima: «Non necessaria»
Alzano Lombardo durante l’emergenza

Cts, i verbali: zona rossa chiesta il 3 marzo
Ma sette giorni prima: «Non necessaria»

Coronavirus, pubblicati tutti i resoconti delle riunioni del Comitato tecnico scientifico. La rivelazione sulla seduta del 26 febbraio. Tre giorni prima i fatti del Pronto soccorso di Alzano. Subito la preoccupazione sulle scuole.

È il 26 febbraio, un mercoledì. La domenica prima il Pronto soccorso dell’ospedale Pesenti-Fenaroli di Alzano Lombardo viene chiuso e riaperto nel giro di poche ore e la Bergamasca fa la conoscenza con quello che fino a qualche giorno prima sembrava una sindrome cinese: il coronavirus. Lunedì 24, la prima vittima. Il Cts, Comitato tecnico scientifico, sigla che diventerà tristemente familiare nelle settimane a venire, discute sull’opportunità «di delimitare ai fini della quarantena ulteriori aree della Lombardia in aggiunta ai 10 Comuni identificati il 21 febbraio». Quelli intorno a Codogno. Siamo alla riunione numero 9 e c’è anche il ministro della Salute, Roberto Speranza. Codogno è stato oggetto della numero 7, il 21 febbraio: la situazione è tutta in divenire e il «caso 0 a livello Paese» viene definito «un focolaio contenuto», sufficiente però «ad adottare misure» come la «limitazione della mobilità delle persone».

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Dino Nikpalj

Curioso di tutto ed esperto di niente. Classe 1968 (ohibò…), maturità tecnica e studi in Giurisprudenza, lavora a L’Eco di Bergamo dal novembre 1997. Vicecaporedattore dal 2014, è stato inviato e per tre anni ha guidato la redazione web. Scrive di cronaca, politica, trasporti e Atalanta, della quale è tifosissimo. Ha da sempre una passionaccia per il calcio inglese in tutte le sue forme e categorie, una spiccata simpatia per il Manchester City e una fornitissima biblioteca, anche di storie di calcio. Che prova a raccontare su Corner.

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