Medico guarito dal coronavirus diventa primario ad Alzano
Pierpaolo Mariani

Medico guarito dal coronavirus
diventa primario ad Alzano

Era stato tra i primi ad ammalarsi di coronavirus all’ospedale di Alzano. Ora il dottor Pierpaolo Mariani è stato nominato dall’Asst Bergamo Est primario di Chirurgia nello stesso ospedale, dove lavora dal 2018.

Pierpaolo Mariani è il nuovo primario di Chirurgia dell’ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano. Classe 1971, di Gussago (Brescia), Mariani è stato chiamato a dirigere il reparto su nomina del direttore generale dell’Asst Bergamo Est Francesco Locati.

«È un grande onore – sono le parole del neo-primario –: questa nomina rappresenta una tappa importante del mio percorso di crescita professionale. Un riconoscimento che deve molto a tutta la squadra con cui ho lavorato negli ultimi due anni, da quando sono entrato a far parte dell’ospedale di Alzano: io per la mia équipe sono stato e sono il timoniere, ma dietro di me c’erano molte persone a remare nella stessa direzione». Una nomina, quella a primario, che arriva in un momento storico particolarmente delicato: «È vero. Ma l’ospedale di Alzano, dopo aver sofferto nel periodo clou della pandemia, ha saputo rialzarsi. E la stima immutata dei nostri pazienti, l’affetto di chi torna da noi per visite e operazioni, ci riempie di soddisfazione» . Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Brescia dove ha conseguito anche la specializzazione in Chirurgia generale, Mariani – fra i primi medici di Alzano ad ammalarsi durante la pandemia - ha iniziato nel 2002 la sua attività all’ospedale Bolognini di Seriate. Nel 2010 ha assunto l’incarico professionale di alta specializzazione Chirurgia colon proctologica e nel 2017 è stato nominato responsabile della Colon unit aziendale e membro della Pelvic unit. L’anno successivo si è trasferito ad Alzano, diventando primario facente funzione di Chirurgia generale. Mariani si occupa di chirurgia di elezione e in urgenza di patologie benigne e tumorali, con tecnica tradizionale ma con una predilezione per l’approccio laparoscopico mini invasivo.

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