Nove ore al Pronto soccorso: «Proteste? No, mio figlio più cosciente del valore della vita»

Nove ore al Pronto soccorso: «Proteste?
No, mio figlio più cosciente del valore della vita»

La bella lettera di una mamma (Barbara di Villa D’Almè) che ha riscoperto il rapporto con il proprio figlio nell’interminabile attesa al Pronto soccorso: niente cellulare, è stata più forte l’esperienza reale della sofferenza e del dolore e lui ne è uscito accresciuto e più consapevole del valore della vita.

«Ieri pomeriggio ho portato mio figlio di 16 anni al pronto soccorso, niente di grave, un trauma alle costole di qualche giorno prima durante una partita di calcio stava peggiorando come dolore, nemmeno gli antidolorifici facevano più effetto e faceva fatica anche a respirare profondamente... quindi per sicurezza, consultata l’applicazione e visto che alla clinica Gavazzeni davano solo 4 persone in attesa, siamo partiti, dopo l’accettazione ci sediamo, danno un’attesa di 2 ore: così tanto? chiede lui...


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