Orobie, rifugi a gonfie vele Pochi gli stranieri ma bilanci positivi
Escursionisti al rifugio Baroni al Brunone (Foto by Bonacorsi)

Orobie, rifugi a gonfie vele
Pochi gli stranieri ma bilanci positivi

Quadro confortante nonostante i limiti imposti dall’epidemia. Risveglio del turismo locale e molti escursionisti dell’ultima ora. Nessun incidente.

Con l’arrivo dell’autunno e delle prime nevicate sulle vette più alte delle Orobie, per i rifugi è ormai tempo di bilanci. Malgrado le difficoltà legate all’emergenza sanitaria e il conseguente adeguamento alle normative vigenti, il quadro emerso è sicuramente positivo. «La stagione era partita con molti punti interrogativi- esordisce Fabrizio Gonella del rifugio Merelli al Coca- ma tutto sommato ci riteniamo contenti. Il nostro è un rifugio piccolo e le restrizioni ci hanno purtroppo obbligato a dimezzare il numero dei posti letto e di conseguenza dovevamo rifiutare già telefonicamente molte richieste di pernottamento».

Sulla medesima lunghezza d’onda Marco Brignoli del Brunone . «Abbiamo registrato la presenza di molti escursionisti locali mentre gli stranieri si potevano contare su una mano. Fortunatamente non abbiamo avuto incidenti, ma è giusto segnalare che le nevicate delle ultime settimane richiedono attenzione qualora si decidesse di salire ancora in quota».

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