Scomparso nel 2004 e trovato nel lago Da un anno è in attesa della sepoltura

Scomparso nel 2004 e trovato nel lago
Da un anno è in attesa della sepoltura

Rosario Tilotta era stato recuperato lo scorso settembre dai fondali in zona Pontèl. Nessun parente si è manifestato. Resta il dubbio sulla competenza dei Comuni per le esequie.

Non c’è ancora pace per Rosario Tilotta, il 59enne di Cavernago il cui corpo saponificato fu recuperato il 5 settembre 2019 dagli uomini della Marina Militare dai fondali del Sebino, in località Pontèl di Tavernola, ad una profondità di 80 metri. Il suo cadavere era ancora adagiato nella sua Ford Fiesta finita, non si sa come, nel lago. Sposato con l’albanese Elva Kutri e residente dal 2003 a Medolago, frazione del Comune di Scanzorosciate, l’uomo era scomparso nel 2004 senza lasciare tracce di sé.

È ormai da un anno che la sua salma giace nel Civico Obitorio di Medicina Legale del Comune di Milano dove fu trasportata la stessa sera del suo ritrovamento, a disposizione del procuratore Giancarlo Mancusi di Bergamo per gli accertamenti . «E finora nessuno dei familiari si è fatto vivo per la sepoltura», spiega il direttore Mauro Marrapodi che, in virtù di quanto stabilisce la legge, alcuni giorni fa ha scritto al Comune di Tavernola, luogo del decesso, comunicandogli che «è possibile effettuare il funerale». Il che vuol dire, in primis che i documenti burocratici per la sepoltura competono al Comune di Tavernola, ma stando al parere del 29 novembre 2019 del Ministero dell’Interno anche i costi per la sepoltura: «... in caso di indigenza o disinteresse da parte dei familiari l’onere ricade sul Comune ove avviene il decesso, indipendentemente dalla residenza posseduta in vita dal defunto...».

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