«Sono Lorenzo!». La cintura nera mette al tappeto qualsiasi altra etichetta

«Sono Lorenzo!». La cintura nera
mette al tappeto qualsiasi altra etichetta

«È molto facile accettare e amare chi è uguale a noi – scrive Luis Sepúlveda in “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” – ma con qualcuno che è diverso è molto difficile». Lorenzo Brasi di Scanzorosciate ha 23 anni e a causa dei «disturbi di apprendimento» diagnosticati in tenera età, primo fra tutti la dislessia, ha sperimentato sulla sua pelle in molti modi che cosa significhi essere messo da parte e considerato «diverso».

Ci sono voluti tempo e sacrificio, ma con tenacia e allegria è riuscito a trasformare la fragilità in un punto di forza e adesso come maestro di judo anche di persone con disabilità, si impegna a superare pregiudizi e stereotipi con lo sport: «È un’attività che contribuisce al benessere delle persone – sottolinea – ed è adatta a tutti, per questo è importante creare occasioni, perché sia davvero accessibile, la considero un po’ la mia vocazione».

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