La viola comollia fiore all’occhiello di tutte le Orobie

Erano passati circa tre anni dalla scoperta sulle Alpi Orobie settentrionali, nel versante valtellinese, della Sanguisorba dodecandra, quando Giuseppe Filippo Massara, medico condotto e appassionato botanico, durante il suo girovagare sulle montagne valtellinesi nell’estate del 1832, rinvenne, tra i macereti rocciosi, un secondo «endemismo orobico», una viola dal colore variabile dal rosso-violetto al violetto-ciclamino e con un’ampia chiazza centrale giallo aranciata.

La viola comollia fiore all’occhiello di tutte le Orobie
Viola comollia (foto G. A. Leoni)

Erano passati circa tre anni dalla scoperta sulle Alpi Orobie settentrionali, nel versante valtellinese, della Sanguisorba dodecandra, quando Giuseppe Filippo Massara, medico condotto e appassionato botanico, durante il suo girovagare sulle montagne valtellinesi nell’estate del 1832, rinvenne, tra i macereti rocciosi, un secondo «endemismo orobico», una viola dal colore variabile dal rosso-violetto al violetto-ciclamino e con un’ampia chiazza centrale giallo aranciata.

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