Sognando le vacanze dopo il Covid Tour operator: pronti a ripartire, ecco come

Sognando le vacanze dopo il Covid
Tour operator: pronti a ripartire, ecco come

Piani strategici, voucher trasferibili a terzi, zero penalità: la sfida dei tour operator. Non solo turismo di prossimità, c’è chi si organizza per Grecia ed Egitto.

«La previsione più ottimistica dice che quest’anno perderemo il 75% dei ricavi. Il turismo organizzato – che comprende tour operator e agenzie di viaggi – ha un fatturato di 20 miliardi di euro e rischiamo di perderne 14 o 15. Nessun settore può reggere ad un urto simile». Lo dice Pier Ezhaya, consigliere Astoi, l’associazione dei tour operator, nonché direttore tour operating del Gruppo Alpitour.

Il virus, le preoccupazioni, le limitazioni, le regole alle quali i vacanzieri dovranno sottostare non invogliano molto a fare le valigie . Lo rileva anche l’indagine di Confturismo-Confcommercio dove si evince che solo il 20% degli italiani vorrebbe andare in vacanza appena l’emergenza sanitaria sarà conclusa, il 32% le farà di soli 2-3 giorni nelle vicinanze di casa, il 57% non si muoverà, il 15% è incerto per la disponibilità economica, l’8% non le farà per impegni di lavoro. Se a tutto ciò si aggiunge che quest’anno lo straniero non si sogna nemmeno lontanamente di venire in Italia per le ferie, per il comparto sarà una mazzata. Come è risaputo, il turismo resta per il Bel Paese una miniera d’oro, il «petrolio d’Italia», un asset economico di primaria importanza pari al 13,2% del Pil, con 4,2 milioni di occupati nel settore. Davanti a uno scenario sempre più preoccupante, gli addetti ai lavori stanno tentando l’impossibile per raddrizzare una stagione mai partita. Fare previsioni di breve o medio termine è sempre rischioso. Ciò che si ipotizza oggi può essere clamorosamente smentito domani. Vi sono però alcuni punti fermi da tenere in considerazione se non si vuole rinunciare al costume da bagno o a un soggiorno in montagna.

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