A Bruxelles si lavora a una nuova idea d’Europa

A Bruxelles si lavora
a una nuova idea d’Europa

Mentre Salvini suicida il governo, del quale è stato attore indiscusso, a Bruxelles e dintorni si lavora a una nuova idea di Europa. Olli Rehn, ex commissario europeo, ora presidente della Banca centrale di Finlandia e quindi membro autorevole della Banca centrale europea, rilascia un’intervista al Wall Street Journal nella quale non solo sostiene la linea di Mario Draghi ma dice sia necessario un forte intervento in autunno per immettere nuova liquidità sui mercati, da parte della Bce. In Germania passa come un’ovvietà.

Non uno dei famigerati economisti «mangia draghi» alza il sopracciglio. Anche Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, aveva detto in primavera, forse nella speranza di poter succedere al presidente Bce, che la politica di espansione monetaria non è poi così male. Cosa sta dunque succedendo? L’avanzata del populismo alle scorse elezioni europee, Brexit e un possibile Italexit hanno reso chiaro che il tempo del compromesso continuo alla Merkel è finito e il re è nudo. Cioè la Germania non può più nascondersi, se perde l’Europa o una sua parte è finita anche per il miracolo economico tedesco.

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