Il tempo stringe
L’Italia ha fretta

Promemoria per la politica italiana, oggi in tutt’ altre rispettabili cose affaccendata: non perdere di vista gli adempimenti del Pnrr, condizione per ricevere miliardi dal debito comune dei soci dell’Unione Europea, circa 70 dei quali senza restituzione. Qualcuno leggero, qualcuno pesantissimo, cose come fisco, giustizia, pensioni che per decenni Parlamenti e Governi hanno denunciato e non realizzato. O, come la legge sulla concorrenza, già bloccata all’interno del pur decisionista Governo Draghi dei primi mesi.

Il tempo stringe L’Italia ha fretta

Non che il Pnrr sia la panacea di tutti mali, intendiamoci. I soldi sono tanti ma vanno confrontati con una spesa pubblica che nello stesso periodo sfiorerà i 5000 miliardi. Sono soldi in più, ma valgono il 5% all’anno. Conta, molto di più del denaro, la qualità, il metodo. Il piano ci mette su un binario, ci obbliga a certe priorità riformatrici. In questo senso è dinamite pura, che può aprire la strada ma, se ci esplode in mano, farà disastri. Il primo traguardo è a fine marzo, se vogliamo la seconda tranche di 20 miliardi, in attesa di altri 20, sei mesi dopo.

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