La nostra «cattedrale» nel cuore di tutti

La nostra «cattedrale»
nel cuore di tutti

C’è un risvolto nella vicenda che ha tenuto lunedì sera tutto il mondo incollato agli schermi che ci dovrebbe far riflettere. È un sentimento imprevisto ma diffuso che ha contagiato tutti e che si riassume in quell’aggettivo incluso nella dedicazione della Cattedrale di Parigi: «Notre», cioè «nostra». «Notre Drame» ha addirittura titolato ieri, con un gioco di parole, un giornale certamente non incline a simpatie cattoliche come Libération, espressione della «gauche caviar» francese. È un dramma «nostro».

L’incendio della cattedrale parigina ha fatto scattare in tanti – ma verrebbe da dire in quasi tutti – il sentimento istintivo di sentire come proprio quel luogo, quell’edificio che pur è espressione di una confessione religiosa oggi sempre più marginalizzata, in particolare nei nostri Paesi benestanti. Nessuno ha avuto esitazioni nel sentire come «sua» (e quindi collettivamente come «nostra») quella cattedrale il cui destino per una notte ha tenuto tutti con il fiato sospeso.


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