La partita dell’Iva La verità verrà fuori

La partita dell’Iva
La verità verrà fuori

Quanto durerà la commedia degli equivoci sull’Iva? Il ministro dell’Economia Giovanni Tria dice che aumenterà, senza alternative (che al momento non vede) mentre i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio si affrettano a smentire categoricamente. A chi credere? In chi sperare? Come è noto l’eventuale aumento dell’Iva è legato alle cosiddette clausole di salvaguardia istituite nel 2011, al tempo del governo «tecnico» di Mario Monti, nato sull’onda della tempesta finanziaria dello spread, sotto l’egida del presidente della Repubblica Napolitano.

Per rassicurare i mercati e riportare in buono stato i conti pubblici il neosenatore a vita aumentò l’Iva di un punto portandola al 22% e concordò con la Commissione di Bruxelles una sorta di paracadute finanziario. Con clausole di salvaguardia si intendono infatti quelle misure prese per rispettare i vincoli di bilancio previsti dai trattati europei, in pratica per tutelare i saldi di finanza pubblica. Se il Governo non riesce a trovare i soldi che ha promesso per coprire le sue riforme, sforando oltremodo sul deficit, allora deve mettere mano al taglio delle agevolazioni fiscali o aumentare le imposte indirette (come l’Iva, appunto).

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