La Quaresima in tempi speciali

La Quaresima
in tempi speciali

In questi giorni, per le note ragioni, ci troviamo a vivere un Mercoledì delle Ceneri e un inizio di Quaresima privi di momenti rituali, dove tutt’al più è possibile partecipare come spettatori a qualche trasmissione televisiva che propone la liturgia cattolica-romana del giorno. Eppure questo impedimento può paradossalmente mutarsi in un’opportunità inaspettata, quella di riflettere a fondo, nel silenzio della coscienza, sulla parola di Dio che dà l’impronta al senso di questa giornata con cui si apre il cammino quaresimale.

Sostiamo perciò sul testo di Gioele 2,12-18, proposto come prima lettura della celebrazione eucaristica. Ecco le parole del profeta: «Or dunque – oracolo del Signore –,/ritornate a me con tutto il cuore,/con digiuni, con pianti e lamenti./Laceratevi il cuore e non le vesti,/ritornate al Signore, vostro Dio,/perché egli è misericordioso e pietoso,/lento all’ira, di grande amore,/pronto a ravvedersi riguardo al male»./Chi sa che non cambi e si ravveda/e lasci dietro a sé una benedizione?/Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio./Suonate il corno in Sion,/proclamate un solenne digiuno,/convocate una riunione sacra./Radunate il popolo,/indite un’assemblea solenne,/chiamate i vecchi,/riunite i fanciulli, i bambini lattanti;/esca lo sposo dalla sua camera/e la sposa dal suo talamo./Tra il vestibolo e l’altare piangano/i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano:/«Perdona, Signore, al tuo popolo/e non esporre la tua eredità al ludibrio/e alla derisione delle genti»./Perché si dovrebbe dire fra i popoli:/«Dov’è il loro Dio?»./Il Signore si mostra geloso per la sua terra/e si muove a compassione del suo popolo.

Quando Gioele pronuncia queste parole, si è nel contesto di una calamità nazionale collegata alla devastazione della campagna ad opera di un’invasione di cavallette, il profeta chiede di rimuovere la causa della piaga delle cavallette. Per lui non è tanto un castigo divino, quanto il sintomo di un male più grave: la lontananza del cuore umano da Dio. La rimozione di questo male non si può ottenere per via esclusivamente rituale, con aggiustamenti di facciata, ma richiede una vera conversione, cui si giunge coltivando un autentico spirito di penitenza. Si tratta di tornare al Signore con cuore sincero e docile!

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