Nelle nomine Ue
la novità è il genere

I capi di Governo dei Paesi Ue hanno trovato l’accordo sui nomi dei vertici comunitari dopo le elezioni del Parlamento europeo. L’esito del negoziato ha suscitato commenti positivi, concentrati però - significativamente - sul genere (femminile) delle personalità designate alla guida di Commissione e Bce. Mi pare davvero il solo elemento con cui (provare a) consolarsi. Per il resto, si staglia una linea smaccatamente continuista che minaccia di proseguire il declino dell’Unione europea.

Nelle nomine Ue la novità è il genere

Il Consiglio Europeo ha chiuso all’unanimità l’accordo sulla proposta della Presidenza della Commissione. E tuttavia l’elezione finale del presidente compete al Parlamento europeo, di fronte al quale la Commissione è responsabile collettivamente. L’unanimità sembra una buona notizia. Essa è però il frutto della convergenza di veti, interessi, spinte al ribasso, più che un accordo su una linea di rilancio, di cui non c’è l’ombra.

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