Ora bisogna saper spendere i soldi
Il premier Giuseppe Conte

Ora bisogna saper
spendere i soldi

«Si è trattato di un vertice straordinario anche in termini di complessità». Accolto da un lungo applauso della maggioranza, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è arrivato in Senato come Giulio Cesare di ritorno dalle Gallie per riferire sull’accordo raggiunto a Bruxelles, ma soprattutto per raccogliere i frutti di un innegabile successo in termini di consenso. «L’Europa è stata all’altezza della sua storia, della sua missione e del suo destino», ha detto con parole altisonanti nell’aula di Palazzo Madama. E in effetti persino il suo avversario politico Matteo Salvini ha dovuto riconoscere che si tratta di un tesoretto provvidenziale per il nostro Paese (anche se naturalmente non è d’accordo con molte cose, lo giudica «strano», a cominciare da tempi e vincoli dell’accordo, ma fa parte del gioco politico e in fondo ha addirittura dichiarato di votare l’eventuale riduzione dell’Iva).

Il governo può contare su una cifra a fondo perduto pari a quattro o cinque manovre economiche, per non parlare del denaro a prestito. Una cifra enorme, una manna insperata che peraltro ci fa dire che l’Europa c’è, dopo le tante titubanze e le tante gaffes, dalla Lagarde alla Von der Leyen, pronunciate all’inizio dell’epidemia in Italia a proposito degli aiuti.

«Il governo si assume la responsabilità di realizzare il suo piano di riforme con lungimiranza e impegno», assicura il premier. E naturalmente arriva anche l’apertura al confronto con tutte le forze presenti in Parlamento. Il successo di Conte, sempre più «avvocato del popolo», avrà certamente ripercussioni sul suo consenso, tanto è vero che già si parla di un suo partito o addirittura della guida politica dei Cinque Stelle, il movimento che lo aveva strappato alla carriera accademica e forense per traghettarlo a Palazzo Chigi. Il paradosso (ma ai nostri giorni non è una novità) è che un tecnico che è stato espressione di un partito euroscettico sia diventato il campione riconosciuto dell’europeismo. Succede.

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