Pugno di ferro sulla sicurezza

Pugno di ferro
sulla sicurezza

Il governo è nel pieno della attività legislativa sui due fronti fondamentali della sua azione: da una parte la legge di Stabilità, dall’altra il tema della sicurezza che, nel decreto varato ieri, si è scelto di connettere a quello dell’immigrazione. È proprio quest’ultimo argomento a tenere maggiormente banco nella giornata politica, con il suo inequivocabile messaggio lanciato al Paese. Il messaggio è: questo governo vuole più sicurezza e più rigore, meno immigrati e zero campi rom.

Insomma, pugno di ferro come Salvini ha promesso sin dalla campagna elettorale, e come ha cominciato a fare impedendo alle navi con profughi a bordo di approdare nei nostri porti, facendo definitivamente piazza pulita delle navi Ong nel Mediterraneo italo-libico (in ciò completando un’operazione cominciata – sia pure con metodi e toni diversi – dal suo predecessore di centrosinistra Minniti), cercando di rendere più facile le espulsioni. Il decreto prevede molti dispositivi, a partire dalla limitazione fortissima al permesso per ragioni di protezione internazionale e alle sanzioni per chi, «ospite» a vario titolo in Italia, sia trovato a delinquere e condannato in primo grado.

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