Ricerca lavoro Flop navigator
Navigator alla ricerca di lavoro: solo il 4% di chi percepisce il Reddito ha trovato un posto

Ricerca lavoro
Flop navigator

Ha il sapore del grottesco la notizia che 2.700 navigator rischiano il posto di lavoro. Ve li ricordate i navigator? Sono gli angeli custodi - assunti dopo una severa selezione pubblica - dei percettori del reddito di cittadinanza, i «facilitatori» dell’occupazione per eccellenza. Il loro compito è quello di aiutarli a trovare lavoro, supportando soprattutto tecnicamente e digitalmente il personale dei Centri per l’impiego. Il loro contratto di collaborazione scade il prossimo aprile e nella legge di Bilancio del 2021, ancora in bozze, non è previsto il loro rifinanziamento. Mancano le risorse, dirottate alle misure anti Covid. Qualcosa è previsto per l’Anpal (acronimo Agenzia nazionale delle politiche attive per il lavoro), l’ente che li gestisce, ma pare che sia previsto per altri scopi e soprattutto quel qualcosa non è sufficiente a coprire lo stipendio di tutti (al netto delle tasse, circa 1.500 euro al mese) ma solo di 500 navigator.

Il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo promette che una soluzione si troverà (si spera nel Recovery Fund, la grande madre di tutti i finanziamenti statali), ma il paradosso tutto italiano resta: il facilitatore del lavoro che rimane disoccupato.

Il Reddito di cittadinanza (Rdc), nelle promesse dei suoi sostenitori, avrebbe dovuto servire a favorire l’occupazione e a stabilizzare i contratti di impiego, proprio attraverso i navigator, e invece i primi a perdere il posto sono loro. E questo ci porta a fare qualche considerazione. La tanto sbandierata riforma dei Centri per l’impiego, quelli che con il reddito di cittadinanza avrebbero dovuto portare lavoro, lavoro, lavoro e abolire la povertà, non sono mai decollati. Lo dicono i numeri. Su due milioni di beneficiari, quasi un milione, per la precisione 908 mila, sono stati ritenuti in grado di stipulare un contratto di lavoro attraverso l’esame dei pre-requisiti e dunque sottoposti alla procedura che vuole - dopo un paio di rifiuti - l’obbligo di accettare l’impiego proposto, pena la perdita del sussidio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA