Cronaca / Valle Brembana
Sabato 03 Gennaio 2026
Il bostrico rallenta in Valle Averara: i boschi «respirano»
IL KILLER DEGLI ALBERI. I dati presentati dal Consorzio forestale: «Nel 2025 nessun nuovo focolaio e popolazione in calo». Nelle trappole riduzione dell’insetto tra il 18% e il 33%.
Per anni è stato un nemico silenzioso, capace di trasformare intere pendici in distese rossastre di abeti morti. Ma oggi il bostrico tipografo – il piccolo coleottero che ha devastato le foreste alpine dopo la tempesta «Vaia» – mostra timidi segnali di resa in Valle Averara. A confermarlo sono i dati presentati dal Consorzio forestale Valle Averara, che illustrano i risultati di due anni di monitoraggio e un quadro che, finalmente, sembra lasciare spazio all’ottimismo. Le cifre parlano chiaro. Nei comuni di Averara, Santa Brigida e Cusio la superficie complessiva colpita ammonta oggi a 32 ettari, nove in più rispetto al 2021 ma stabile da due stagioni. «Il dato più importante – spiega Milena Zarbà, direttrice del Consorzio – è che nel 2025 non sono stati rilevati nuovi focolai e la popolazione dell’insetto è in calo. Dopo anni di crescita costante, possiamo dire che la pressione si è ridotta».
Droni e immagini dal satellite
Il monitoraggio è stato condotto con droni, immagini satellitari e otto trappole a feromoni attive tra aprile e settembre sui versanti di Averara e Santa Brigida. Le trappole, svuotate e conteggiate ogni settimana, hanno restituito un quadro chiaro: nel 2025 si è registrata una riduzione del 20% delle catture rispetto all’estate precedente, con un calo netto ad Averara
Il bostrico sembra aver abbandonato le quote più basse e apparentemente si sta spostando verso l’alto, dove però le condizioni sono meno favorevoli alla sua riproduzione
(riduzione del 18%) e ancora più marcato a Santa Brigida (addirittura del 33%). Nessuna delle trappole ha superato la soglia di criticità elevata fissata da Regione Lombardia, pari a 7.000 insetti annui per trappola. «Il bostrico sembra aver abbandonato le quote più basse e apparentemente si sta spostando verso l’alto, dove però le condizioni sono meno favorevoli alla sua riproduzione», spiega Zarbà. «Siamo in una fase post-picco: i voli sono meJno intensi e gli interventi forestali mirati, avviati nel 2024, hanno contribuito a circoscrivere i focolai».
Gli attacchi più consistenti restano localizzati sopra Valmoresca e in località Losco, mentre su Cusio si segnalano soltanto piccoli focolai ormai datati. L’attività di controllo continuerà anche nella prossima stagione, con l’attenzione puntata sulle «zone rosse» dove alcune trappole, in controtendenza, hanno registrato un leggero aumento di catture. Accanto ai numeri, c’è anche una buona notizia dal fronte naturale: tra le cortecce degli abeti sono tornati a comparire i cleridi europei (Thanasimus formicarius), predatori naturali del bostrico. La loro
Il Consorzio guarda ora al futuro con due nuovi progetti di intervento. Il primo, finanziato dalla Comunità montana Valle Brembana, prevede tagli fitosanitari e la prosecuzione del lavoro di monitoraggio per la stagione 2026 ad Averara e Santa Brigida per un valore di 20mila euro
presenza segnala l’attività della comunità di antagonisti, che può contribuire a contenere la diffusione del bostrico, soprattutto dopo i picchi epidemici. «La presenza visibile di questi insetti ci dice che la foresta sta reagendo – sottolinea Zarbà – e che il lavoro di monitoraggio serve non solo ad aiutarci a contenere il danno, ma anche a ristabilire una relazione sana tra l’uomo e l’ecosistema bosco». Il Consorzio guarda ora al futuro con due nuovi progetti di intervento. Il primo, finanziato dalla Comunità montana Valle Brembana, prevede tagli fitosanitari e la prosecuzione del lavoro di monitoraggio per la stagione 2026 ad Averara e Santa Brigida per un valore di 20mila euro.
Dalla mappa ai progetti
Il secondo, presentato nell’ambito del programma «SRD12-Interventi per la prevenzione e il ripristino danni foreste» di Regione Lombardia, intende mettere in campo, se sarà finanziato, tagli fitosanitari mirati, esbosco con elicottero e un rimboschimento sperimentale in località Losco, per un investimento complessivo di quasi 160mila euro.
«Dal monitoraggio all’azione: è questo il nostro obiettivo – conclude Zarbà –. I dati raccolti non restano su una mappa, ma diventano progetti concreti. Il bosco è un organismo vivo e la cura passa dal conoscere, intervenire e prevenire. La buona notizia è che, almeno per ora, il bostrico ha rallentato. E i nostri boschi possono tornare a respirare».
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