Sui social volti e storie del mondo del commercio
L’INIZIATIVA CON «L’ECO». I negozi di Bergamo hanno conquistato la Capitale della Cultura con #bgbsinvetrina, un concorso e un viaggio alla scoperta del commercio della città e delle vetrine più belle in occasione di questo anno così speciale.
Lettura 1 min.Il progetto, organizzato dal Distretto del Commercio di Bergamo in collaborazione con il nostro giornale, ha riscosso grande successo sia tra i negozianti che tra i lettori social del giornale. Durante il mese di ottobre la pagina Instagram @ecodibergamo ha raccontato storie, curiosità e sogni dei commercianti aderenti a Bergamo InCentro, le Botteghe di Borgo Palazzo, Borgo Santa Caterina e le Botteghe di Bergamo Alta.
Con caroselli e foto sono state raccontate attività che esistono da generazioni, locali innovativi e tanti negozi che mettono il made in Bergamo al primo posto. Brevi interviste in cui è stato dato spazio alle voci dei commercianti, che ci hanno messo la faccia per farsi conoscere meglio dai bergamaschi e dai turisti.
Clip divertenti, risate e musica: Bergamo Brescia Capitale della Cultura 2023 è stata salutata, celebrata e anche ringraziata in decine di modi diversi. C’è chi ha ballato e chi ha raccontato gli aneddoti più stravaganti del proprio negozio.
Le attività social di #bgbsinvetrina hanno coperto l’intero mese di ottobre, durante il quale la pagina Instagram de «L’Eco» ha raggiunto più di un milione e 100 mila utenti e superato i 92 mila follower. Il pubblico digitale ha molto apprezzato i reel del concorso, che in totale hanno ottenuto più di 300 mila visualizzazioni. Grande partecipazione ha riscosso soprattutto la fatidica domanda posta da un commerciante di Città Alta: «Ma i casoncelli sono bergamaschi o bresciani?».
I lettori possono rivedere tutti i contenuti in Ig e le vetrine in gara – ben 106 – possono invece essere visionate su ecodibergamo.it o su Fb. Scorrere queste foto significa fare un vero e proprio viaggio nella storia di Bergamo, «perché il passato e il futuro della città si raccontano anche attraverso i negozi che la abitano» hanno detto in molti.
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