Non lasciamo un pianeta malato

Non lasciamo
un pianeta malato

Il tempo stringe. Passano gli anni, si ripetono le Cop delle Nazioni Unite - Conferenza delle Parti, ossia l’organismo direttivo della convenzione internazionale sui cambiamenti climatici -, eppure la Terra continua a soffrire. La febbre del pianeta sale, lentamente, ma sale. Un incremento del calore che gli scienziati hanno confermato alla Cop24, a Katowice in Polonia. Il rapporto parla chiaro: l’aumento medio della temperatura globale di un grado e mezzo, al momento, è inarrestabile.

Le indicazioni dell’ultimo rapporto Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) registrano la necessità di ridurre del 45% entro il 2030 le emissioni di anidride carbonica, altrimenti ci scordiamo il contenimento del riscaldamento e nell’arco dei prossimi 12 anni dovremo fare i conti con eventi climatici disastrosi in diverse parti del pianeta, con gravi conseguenze per milioni di persone. Un quadro talmente chiaro che chiunque di noi che ha cuore se stesso e chi ha al proprio fianco, non avrebbe dubbi sull’urgenza di cambiare rotta.


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