( foto ansa)
MADE IN BERGAMO. Gustavo Thoeni ha portato la fiaccola in piazza Dibona
e l’ha consegnata alla campionessa bergamasca, che ha acceso il braciere.
CORTINA D’AMPEZZO
A Cortina d’Ampezzo la cerimonia inaugurale dei Giochi olimpici invernali vive un antipasto alle 18,45, con la sfilata di 34 associazioni del territorio. Apre il corpo musicale seguito dall’Associazione nazionale alpini, a ricordare che settant’anni fa furono le Penne nere a salvare le Olimpiadi in un inverno caratterizzato da tanto ghiaccio e poche precipitazioni: gerle in spalla, spostarono manualmente tonnellate di neve. È il primo di una serie di richiami di serata ai Giochi del 1956, a ricordare che la Regina delle Dolomiti è ben di più che una succursale di Milano. Poi via via tutti gli altri, con i Krampus a caccia di bambini cattivi.
Il via ufficiale alla cerimonia è alle 20. Lo spettacolo punta a sottolineare ed esaltare la posizione di Cortina e le sue Dolomiti. Tuttavia, dal lato ampezzano, non fila tutto liscio. Per buona parte della cerimonia gli occhi degli spettatori restano alzati verso gli schermi che trasmettono soprattutto le immagini di Milano. Fa eccezione la cerimonia dell’alzabandiera, con i Carabinieri a ricevere il tricolore da Fulvio Valbusa, Christian Zorzi, Giorgio Di Centa e Pietro Piller Cottrer, il quartetto d’oro nella staffetta di fondo a Torino 2006. Con loro il bambino di 11 anni lasciato a piedi dal bus da Cortina a Calalzo il 27 gennaio sotto una nevicata perché aveva il biglietto sbagliato. Il tratto finale di Corso Italia riflette le difficoltà logistiche, tra poca chiarezza ai varchi e fotografi che finiscono dietro gli spettatori. Ne fa le spese anche più di un tecnico azzurro, tra chi si rassegna alle retrovie e chi decide di spostarsi a Casa Italia.
Per gli azzurri sfilano 35 atleti di quattro discipline (curling, sci alpino, skeleton e slittino), capitanati da Federica Brignone in spalla ad Amos Mosaner. Davide, fratello e allenatore della campionessa azzurra, la segue da Casa Italia. Cortina sale in cattedra con la lettura del giuramento olimpico.
La fiamma olimpica passa di mano in mano lungo Corso Italia in direzione piazza Angelo Dibona. E qui, all’ombra della basilica dei Santi Filippo e Giacomo, spuntano due leggende dello sci e dello sport italiani: Gustavo Thoeni, forse il più grande sciatore azzurro di sempre, consegna la torcia a Sofia Goggia, l’ultima capace di vincere un oro olimpico a Pyeongchang nel 2018
Protagonista l’ampezzana Stefania Constantini, che davanti alla gente che l’ha vista crescere legge insieme allo slittinista Dominik Fischnaller a sigillare la notte della consacrazione olimpica per il curling, dopo il ruolo di assoluto prestigio affidato a Mosaner. Poi il gran finale, la fiamma olimpica che passa di mano in mano lungo Corso Italia in direzione piazza Angelo Dibona. E qui, all’ombra della basilica dei Santi Filippo e Giacomo, spuntano due leggende dello sci e dello sport italiani: Gustavo Thoeni, forse il più grande sciatore azzurro di sempre, consegna la torcia a Sofia Goggia, l’ultima capace di vincere un oro olimpico a Pyeongchang nel 2018. Il braciere si accende, le Olimpiadi hanno inizio.
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