Anbi, dal Po ai laghi dell'Umbria e del Lazio, l'emergenza siccità
(ANSA) - ROMA, 06 AGO - L'impatto della siccità e del susseguirsi ininterrotto delle ondate di calore sulle risorse idriche è sempre più evidente nelle regioni del Nord: a testimoniarlo è il report settimanale dell'Osservatorio Anbi sulle Risorse Idriche.
In Valle d'Aosta cresce la portata della Dora Baltea. Lo scorso mese, le precipitazioni nella regione sono state del 37% più scarse della media e le temperature di 3° oltre la norma.
Sul Piemonte, a luglio, è piovuto il 54% in meno (il bilancio dell'anno idrologico è finora -27% di pioggia), mentre le temperature sono state mediamente di 3° superiori alla norma, segnando addirittura un record assoluto nel Piemonte Settentrionale (+3,3°). A fine mese, nella regione, le riserve idriche erano del 62% più scarse della media, valore che arriva a ben -79% nel Piemonte settentrionale. Ovviamente a risentire di tale situazione sono stati anche i fiumi, le cui portate si sono ridotte ai minimi storici, toccando -90% per il Tanaro e -83% per la Varaita.
In Lombardia: dei 1623 milioni di metri cubi, che normalmente rappresentano la riserva idrica di questo periodo, ad oggi ne conta solamente mln. mc.798,5, cioè meno della metà.
Sono ormai quasi esauriti i volumi idrici, trattenuti nei grandi laghi settentrionali (tutti largamente sotto media): Verbano è al 6,7% di riempimento, Lario al 5,9%, Iseo al 5,7%; dati confortanti solo dal Benaco, che ancora conserva il 50% della propria capacità.
L'immagine del Nord in sofferenza idrica è ben rappresentata dalle spiagge nel letto del Po, che al pari di altri grandi fiumi europei, registra flussi ai minimi storici: -80% in Piemonte (Isola S.Antonio), -74% in Lombardia (Cremona) ed Emilia-Romagna (Pontelagoscuro).
In Veneto, il mese di luglio è stato caratterizzato da episodi temporaleschi molto localizzati e di forte intensità. A fine mese il deficit pluviometrico è stato solo del 9%.
L'accentuazione del regime torrentizio dei fiumi appenninici si fa evidente soprattutto in Emilia-Romagna, dove i flussi idrici sono condizionati dall'alternarsi di periodi asciutti e piogge violente. I volumi invasati nei bacini piacentini di Molato e Mignano si attestano complessivamente a mln.mc. 2,64 con valori di riempimento pari a 8,9% per il primo e 19,6% per il secondo: sono i più bassi del più recente quinquennio.
In Liguria sono in riduzione i flussi dei fiumi Entella e Vara.
In Toscana tornano a scendere i livelli idrometrici dei fiumi con l'Ombrone, che spicca sempre per le "performances" negative: a Sasso d'Ombrone, la portata è di soli mc/s 1,37 ed è inferiore sia alla media storica che al Deflusso Minimo Vitale (DMV).
Nelle Marche crescono le altezze idrometriche dei fiumi Potenza e Nera, mentre le dighe trattengono 43,93 milioni di metri cubi d'acqua, vale a dire meno di quanto registrato in questo periodo nello scorso triennio.
In Umbria, il lago Trasimeno, a Polvese, si abbassa di ulteriori 4 centimetri, arrivando ormai ad un soffio dal record negativo del recente sessantennio. La diga Maroggia trattiene mln. mc.
2,92 d'acqua, circa 370.000 in più dello scorso anno; in crescita è la portata del fiume Topino, mentre si riduce quella della Paglia.
Analogo a quello del Trasimeno è l'andamento idrometrico dei laghi vulcanici nel Lazio: i bacini romani di Albano, Nemi e Bracciano si abbassano di 3 centimetri in una settimana, mentre i livelli degli specchi lacustri viterbesi di Vico e Bolsena si riducono rispettivamente di 4 e 5 centimetri.
In Abruzzo, l'invaso di Penne contiene ancora mln.mc. 5,53 d'acqua.
In Campania sono in crescita le portate dei fiumi Volturno e Sele, mentre una sensibile riduzione dei flussi viene registrata nel Garigliano.
Nelle regioni meridionali, nonostante il clima torrido e l'intensificarsi dell'evapotraspirazione, l'attività irrigua e le erogazioni per l'uso potabile sono ancora pienamente garantite dagli stock idrici, immagazzinati nei serbatoi artificiali.
In Basilicata, i principali bacini trattengono mln.mc. 277,84 (66% dei volumi autorizzati), nonostante in una settimana siano fuoriusciti oltre 13 milioni e mezzo di metri cubi.
In Puglia, dove le precipitazioni sulla penisola salentina sono state, a luglio, oltre l'80% inferiori alla media gli invasi a servizio della Capitanata contengono ancora circa il 52% della capacità complessiva a fronte di un'erogazione settimanale di quasi 12 milioni e mezzo di metri cubi: rispetto allo scorso anno c'è un surplus di oltre 104 milioni! Analoga, positiva condizione si registra in Sicilia, dove c'è il 59% d'acqua in più dell'anno scorso e gli invasi sono pieni almeno al 70%.
In Sardegna grazie alle piogge vernino-primaverili ed i serbatoi contengono mediamente il 73,38% dell'acqua invasabile (fonte: Autorità di Bacino della Sardegna). Nel mese di luglio il Nord Ovest dell'isola, così come le zone interne, orientali e meridionali, hanno registrato un deficit pluviometrico anche superiore all'80% mentre, su Nord Est e Sud Ovest della Sardegna, le piogge sono state superiori alla media anche del 90%. (ANSA).
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