Caccia, associazioni unite contro il ddl "sparatutto"

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(ANSA) - ROMA, 16 GIU - Domani, mercoledì 17, il Senato riprende l'esame del disegno di legge che punta a liberalizzare la caccia, un provvedimento definito dalle associazioni ambientaliste come "il più grave attacco recente agli animali, alla natura e alla sicurezza delle persone".

Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e Wwf Italia denunciano come "il Ddl 1552, a prima firma Malan ma voluto dal ministro Lollobrigida, rappresenti la distruzione della natura, l'uccisione di un numero ancora maggiore di animali selvatici per l'esclusivo divertimento dei cacciatori, la privazione della libertà dei cittadini di muoversi in sicurezza e uno sfregio al dettato costituzionale e al diritto europeo".

Le associazioni lanciano l'hashtag #iomioppongo e chiedono ai leader politici di maggioranza e opposizione "di mobilitarsi con ogni mezzo democratico". A loro si unisce Gaia Animali & Ambiente, che definisce il provvedimento "né urgente né prioritario, anzi dannoso per il Paese", ricordando come la biodiversità sia in crisi e l'agricoltura affronti sfide epocali. Il presidente ad interim Edgar Meyer denuncia una proposta "estrema, che elimina riferimenti alla protezione della fauna, amplia le specie cacciabili, consente l'uso di richiami vivi, silenziatori e la caccia ovunque, persino in spiaggia o su terreni ghiacciati". "Un attacco diretto alla biodiversità, alla sicurezza e alla legalità", afferma Meyer, appellandosi ai parlamentari: "Non rendetevi complici di questo scempio".

Durissima anche la posizione di Leal - Lega Antivivisezionista, che definisce il ddl "un sabotaggio antiscientifico e retrogrado". Il presidente Gian Marco Prampolini ricorda che "una società evoluta persegue la logica della cura e del valore della vita. L'ecosistema ha un equilibrio fragile, che i fucili possono solo infrangere. Non dal sangue si può generare armonia". Leal denuncia inoltre i rischi per la sicurezza pubblica: "Abbiamo già contato troppi morti tra esseri umani e animali. Questa legge può generare altri lutti". (ANSA).

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