Dai granchi blu una chitina di alta qualità per l'industria

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(ANSA) - ROMA, 06 AGO - E' possibile estrarre chitina di alta qualità dai carapaci del granchio blu in modo rapido e sostenibile attraverso un pretrattamento termico e utilizzare questa sostanza dalle proprietà antiossidanti, antimicrobiche e biocompatibili in vari settori dall'industria alimentare, all'agricoltura, dalla cosmetica alla biomedicina.

A dimostrare questi risultati è uno studio condotto da Enea, in collaborazione con l'Università della Calabria e descritto in un articolo sulla rivista International Journal of Biological Macromolecules, che apre nuove prospettive per il riutilizzo dei sottoprodotti dell'industria ittica e contribuisce allo sviluppo di modelli produttivi sostenibili in linea con i principi dell'economia circolare, si legge sul periodico online Eneainform@.

Il pretrattamento termico facilita la rimozione dei minerali (carbonati e fosfati inorganici), riduce l'impiego di sostanze chimiche e tempi di lavorazione e aumenta resa e qualità del prodotto finale. La chitina, che può rappresentare fino al 70% del peso del granchio blu, è il secondo polisaccaride più abbondante in natura dopo la cellulosa, è biodegradabile e con una versatilità chimica.

I ricercatori Enea hanno confrontato l'estrazione di questa macromolecola da carapaci freschi e sottoposti a cottura, analizzando parametri quali purezza, cristallinità e grado di acetilazione. "Le analisi hanno evidenziato che un pretrattamento termico dei carapaci condotto per 5-10 minuti a 100 gradi centigradi, del tutto simile a quello dell'industria di trasformazione, migliora significativamente l'efficienza dell'estrazione: la chitina ottenuta risulta più pura e si ottengono rese superiori anche in condizioni operative più blande", spiega Alessandra Verardi, ricercatrice Enea del Laboratorio Bioeconomia circolare rigenerativa presso il Centro Ricerche Enea Trisaia (Matera) e coautrice dello studio insieme ai colleghi Paola Sangiorgio, Raffaele Lamanna, Simone Samperna, Salvatore Palazzo e Corradino Sposato e ai ricercatori del Dipartimento di Ingegneria informatica, modellistica, elettronica e sistemistica (Dimes) dell'Università della Calabria. (ANSA).

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