Greenpeace, 100mila ettari di Amazzonia distrutti da cercatori d'oro
(ANSA) - ROMA, 03 GIU - Tra il 2023 e il 2025, oltre 5 mila ettari di foresta amazzonica sono stati distrutti dall'estrazione aurifera all'interno di terre indigene, mentre a fine settembre 2025 l'attività illegale aveva già consumato quasi 100 mila ettari di aree protette. È quanto emerge dal nuovo rapporto di Greenpeace Brasile dal titolo "Gold Laundering in the Amazon: Anatomy of a Fraud", che documenta come il sistema dei "Permessi di Lavra Garimpeira", introdotto dal governo brasiliano per consentire l'attività mineraria artigianale, venga in realtà sfruttato per riciclare oro estratto illegalmente da Terre Indigene e Aree Protette, dove questa attività è vietata dalla legge.
Il rapporto mostra come l'assenza di controlli efficaci da parte dell'Agenzia nazionale mineraria brasiliana e l'esenzione dall'obbligo di una preventiva analisi geologica abbiano creato un "punto cieco" che impedisce di valutare correttamente l'impatto dell'attività estrattiva e facilita il riciclaggio dell'oro illegale. Attraverso hub di commercio, raffinazione e consumo, l'oro illegale entra così nelle catene globali di approvvigionamento e può raggiungere mercati come Italia, Svizzera, Francia, Germania, Canada e Emirati Arabi, dove una volta immesso nel sistema diventa, estremamente difficile da tracciare.
Solo nel 2024, dal Brasile sono state esportate 61.567 tonnellate d'oro, per un valore superiore a 3,9 miliardi di dollari statunitensi, verso mercati di tutto il mondo, evidenziando l'enorme portata di questo commercio. (ANSA).
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